<br /> - Michele Zizzari

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Sinossi delle opere

Non solo cabaret


Non solo cabaret
è il terzo lavoro teatrale realizzato dalla Compagnia del Dirigibile, composta da pazienti e operatori del Centro Diurno Psichiatrico di via Romagnoli del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Forlì, frutto di otto mesi (tra il 2002 e il 2003) di laboratorio e di impegno.

Oltre a rappresentare un importante momento di verifica dal punto di vista terapeutico, essa costituisce una ulteriore tappa del percorso squisitamente creativo del gruppo che partecipa alle attività teatrali, in quanto il grado di complessità della sua messa in scena è maggiore delle precedenti per diverse ragioni tecnico-attorali: serie serrate di dialoghi in “botta e risposta”, tempi e ritmi precisi di “entrata”, simultaneità di azioni e reazioni, necessità di una elevata coordinazione degli attori in scena e di un’appropriata espressività mimica, ben sei cambi di scena (benché le scenografie siano semplici) e diversi personaggi da interpretare per ciascun attore.






Non solo cabaret è un’opera satirica composta da 7 quadri (di cui uno in dialetto romagnolo) di sottile ironia e di crescente vis comica, e da una performance coreografica giocata tutta sul movimento, sul coordinamento corale e sulla musica. Naturalmente i quadri realizzati durante il laboratorio sono molti di più, cosa che ha reso alla fine necessaria una selezione collegiale delle scene.
Diversi i temi trattati, tutti in chiave umoristica: la sclerosi dell’ospedalizzazione e del mondo lavorativo ospedaliero, il rapporto medico-paziente, il ribaltamento dei ruoli tra paziente psichiatrico e psicoterapeuta, il rapporto tra attori e regista, la condizione delle donne migranti in Italia (in particolare quelle lavorano come colf) e altri aspetti paradossali della vita e della società.

Non solo cabaret
è rappresentata per la prima volta il 13 giugno 2003 al Diego Fabbri di Forlì, poi al Teatro Comunale di Cesenatico e al Teatro Juvarra di Torino selezionata per il 3° Festival Nazionale delle Arti Espressive, dove è risultata la più apprezzata dal pubblico torinese e dagli stessi promotori (tra cui il prof. Pier Maria Furlan, che ha personalmente sottolineato il contributo di qualità che il Centro Diurno di Forlì aveva dato alla manifestazione).

 
 
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