Opere teatrali - Michele Zizzari

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Opere teatrali

Le opere teatrali di Michele Zizzari

Scene da un quartiere: uno spaccato del vissuto giovanile nelle periferie "metro-na-politane". Messo in scena al DAMM di Napoli e al TPO di Bologna.

Futuro Fritto:
lo sfogo ironico e provocatorio di un poeta di strada, per metà barbone e per metà profeta, che da emarginato deriso si trasforma in un pericoloso e aggressivo lupo mannaro. Messo in scena al Teatro Marcovaldo di Castellammare di Stabia, a "Terre del Fuoco" di Napoli, al Wadada di Rimini e alla Taverna degli squali di Milano Marittima.

Agenda Resistente:
opera ispirata ai racconti dall'ex staffetta partigiana Elide Cenacchi della Brigata di Arrigo Boldrini che liberò Ravenna dai nazifascisti. L'anziana donna racconta il suo vissuto (raccolto in un’agenda che custodisce gelosamente) a un giovane poeta napoletano, dando testimonianza delle motivazioni, del senso di quell’esperienza e del grande contributo che le donne dettero e continuano a dare all’emancipazione umana. Mentre Elide - con il suo spirito positivo e ironico - mette in risalto gli aspetti più umani e divertenti di quelle vicende, il giovane - identificandosi in quei ragazzi che rinunciarono alla giovinezza e alla vita - ne rivive il dramma, in una sorta di surreale dissolvenza storica e temporale, che fa riemergere fatti, luoghi, canti e briganti napoletani, partigiani romagnoli e canzoni della resistenza interpretate da autori contemporanei. Presentata a Cervia; a Solarolo; al "Grand'Ostello Occupato" di Rimini; nei Centri Sociali Occupati di Bologna; al Capolinea di Faenza; all'Aula Santa Caterina di Forlì; al Dulcamara di Ozzano d'Emilia; al Teatro Testoni di Bologna e a Brisighella per il 60° anniversario della Liberazione; al Circolo Arci Tam Tam e al Chiostro San Francesco di Cesena per la Rassegna Nazionale 2007 di Teatro Civile promossa dalla Fondazione Teatro Emilia Romagna, dal Comune e dal Teatro Bonci di Cesena; nel 2009 in piazza Garibaldi a Cervia per l'iniziativa Pace sotto le stelle promossa da Emergency e dal Comune di Cervia; nel 2011 al Teatro Petrella di Longiano; nel 2014 al Teatro Comunale di Mercato Saraceno e al Teatro Comunale di Conselice per le Celebrazioni del 25 Aprile e per la 7a edizione dell’iniziativa promossa da Comune, Regione Emilia Romagna, Federazione Nazionale della Stampa e Ordine dei Giornalisti sulla Libertà di Stampa; nel 2015 al Teatro Comunale di Cervia per l'Anniversario della Liberazione della Città; nel 2016 al Teatro Comunale di Gambettola e nel 2017 alla 14° edizione dell’iniziativa Nel Senio della Memoria promossa dal Centro di Produzione e Ricerca Primola di Cotignola.

Da un sud a un altro:
opera dedicata alla vita, alle opere e alle gesta di Ernesto Guevara. Rappresentata al Murat di Napoli; a Cesena; a San Marino e a Rimini per il trentennale della morte, iniziativa del Comune e dell'Istituto delle Scienze dell'Uomo J. Maritain.

L'incanto e il mistero:
 è la rappresentazione - simbolica, magica e delirante - del dialogo-confronto tra l’incanto della vita, della nascita e dell’amore con il mistero della morte e del dolore. Legando e fondendo alchemicamente testi propri con testi rielaborati e rivisitati di Euripide, Tasso, Burroughs e altri poeti visionari, si tenta di evocare (a vantaggio della poesia della vita) la strana, imprevedibile e suggestiva simbiosi-osmosi tra il bene e il male, tra il bianco e il nero, tra il piacere e il tormento, tra il palese e l’oscuro. Rappresentata a Cervia, a Cesena, al Teatro 2 Mondi di Faenza e al Teatro del Navile di Bologna.

Living Duel:
una cruda analisi della società contemporanea fondata sulla competizione, rappresentata in quadri attraverso una serie di sfide all'ultimo sangue tra individui che ricoprono ruoli sociali perennemente in lotta, commentate in diretta al megafono da un cronista esagitato, come in una finale di calcio o in una manifestazione di piazza. Uomini contro uomini, coniuge contro coniuge, padre contro figli e così via. Su tutto una luna indifferente si dondola nel cielo masticando una caramella alla menta... Va in scena nell'ambito della rassegna teatrale Dei delitti e delle penne 1997 al Centro Giovani Casa Pomposa di Rimini.

Da un sud a un altro

Moto Neopoetico Partenopeo: vivace reading poetico-teatrale con musica dal vivo, presentato anche col titolo Moto Neopoetico Sonoro. Uno spettacolo sorprendente, ricco di cambiamenti di temi, di suoni e di umore, dall'ironico al lirico, dal surreale al provocatorio. Presentato al Macondo di Cesenatico; alla Libreria Amblar di Ravenna; a Cervia (col poeta romagnolo Tolmino Baldassari); alla Rocca di Lugo; al Magazzino Parallelo e all'Intifada di Cesena; al VAG 61, allo Studio Sound Lab e al Teatro del Navile di Bologna; al Cosmonauta di Forlì; alla Rassegna Play in a box di San Martino in Fiume di Cesena; alle Cantine di Platone di Castelbolognese; alla Casa Laboratorio La Signora Maria di Anna Tazzari di Bagnacavallo e nel 2017 al Bike Bar Cinetico di Montaletto di Cervia.

Quando dal letame nascono i fiori:
opera dedicata alla vita e alle opere di Fabrizio De André, nella quale le storie  dei mitici personaggi delle sue canzoni e il suo pensiero libertario si fondono alla realtà, al vissuto di alcuni ragazzi di strada e alla terribile esperienza del sequestro subito dal cantate genovese e da sua moglie. Rappresentata dai detenuti e dalle detenute della Casa Circondariale di Forlì.

Bill, hai fregato Ha Pook:
opera di avanzata sperimentazione teatrale e drammaturgica, dedicata alla vita e alle opere di William Burroughs (non ancora rappresentata). Uno spaccato delle aspirazioni, della creatività e dell'esperienza della Beat Generation. Il panorama dei temi trattati è sconfinato: passioni, amori, viaggi nella storia delle civiltà, tossicomania, omosessualità, diversità, algebra del bisogno e del totalitarismo, disagio e controllo sociale, metacontrollo, discriminazione razziale e ideologica, economia, politica e fantapolitica, guerra (nucleare, biochimica, psichica ed elettronica), delirio e fantascienza, miti e superstizioni, utopia, profezia, sabotaggio, rivoluzione e altro ancora.


Confessioni di un disoccupato disorganizzato: una rappresentazione satirica sul vissuto di un disoccupato napoletano e sul suo personale rapporto con la società e la politica che si trasforma in un trattato, seppur ironico, sul disagio sociale, la disuguaglianza, l'emarginazione e la disoccupazione. Data al Teatro Comunale di Cervia, al Teatro del Navile e allo Spazio di via Fioravanti di Bologna, alla Sala Miceti e al Peace Maker di Imola, al Teatro San Salvi di Firenze nell'ambito del Forum Europeo del Teatro, alla Sala Albertini di Forlì, al Dulcamara di Ozzano d'Emilia, all'Arena di Meldola e al Circolo Arci Tam Tam di Cesena, al VAG 61 di Bologna, al Teatro Comunale di Predappio, al Mama's di Ravenna e al Salone Comunale di Forlì presentato dal giornalista Luca Telese.


Utko: lavoro ispirato al Piccolo Principe di A. De Saint-Exupery, ambientato nel mondo globalizzato contemporaneo.
Il piccolo protagonista questa volta deve affrontare le dinamiche di dominio dei signori della Terra. Realizzato con un gruppo di pazienti psichiatrici del DSM dell'Ausl di Forlì è messo in scena al Teatro di Carpinello di Forlì.

Stagioni:
Un intenso dramma poetico di carattere sperimentale in cui l'alternarsi delle stagioni diventa metafora della continua alternanza degli stati di coscienza ed emotivi profondi degli uomini. 2° lavoro teatrale realizzato coi pazienti del Centro Diurno Psichiatrico del Dipartimento di Salute Mentale di Forlì rappresentato al Teatro Testori di Forlì.

Non solo cabaret: 3° lavoro teatrale realizzato coi pazienti Centro Diurno Psichiatrico del Dipartimento di Salute Mentale di Forlì. Opera satirica composta da 7 quadri (di cui uno in dialetto romagnolo) di sottile ironia e di crescente vis comica, rappresentata al Diego Fabbri di Forlì, al Teatro Comunale di Cesenatico e al Teatro Juvarra di Torino selezionata per il 3° Festival Nazionale delle Arti Espressive. Temi trattati: la sclerosi dell'ospedalizzazione, il rapporto medico-paziente, il ribaltamento dei ruoli tra paziente e psicoterapeuta, il rapporto tra attori e regista, la condizione delle colf migranti in Italia e altri aspetti paradossali della vita e della società.

Tambourine dream: 4° lavoro teatrale realizzato coi pazienti del Centro Diurno Psichiatrico del Dipartimento di Salute Mentale di Forlì messo in scena al Teatro Diego Fabbri di Forlì e al Comunale di Cesenatico. Si tratta di un lavoro sperimentale e di grande impatto spettacolare, un musical, lirico e surreale, incentrato sul sogno di una ragazza e sulla realizzazione dei suoi contrastati desideri, una tamburina sconsolata, che aspira a presentare un festival musicale tutto suo, nel quale amiche e compagni possano liberamente cantare, suonare e ballare; magari insieme a Bob Dylan, ai Blues Brothers e a Strauss. Per quanto impossibile, in scena il In vita ognuno spera e aspetta qualcosa: l'amore, la fortuna, il successo, il potere, il "giorno buono" per fare chi sa cosa, la salute, la serenità o semplicemente un certo benessere. Ma al di là di tutto emerge un messaggio: forse, piuttosto che sopravvivere solo sperando e aspettando condizioni più favorevoli per fare chi sa cosa, sarebbe meglio per tutti cercare di vivere nel modo migliore possibile.
sogno s’avvera; anche grazie all’intervento magico e al sostegno di chi accanto ci osserva ed è pronto ad aiutarci a cogliere il momento giusto, il ritmo e la grazia della vita.

Esperando: opera ispirata a "Aspettando Godot" di Samuel Beckett, in tre atti, fortemente ironica, con fasi di esilarante comicità, ma allo stesso tempo di intensa tensione poetica e drammatica. Nella nuova versione l'atteso Godot è un agognato e allusivo Buen Dìa, gli schiavi alla corda un maschio nero e una donna e il loro crudele carnefice un riccone di nome Rusco. Vladimiro ed Estragone sono ben nove poveracci, hanno nomi buffi e monosillabici e sono interpretati a turno da attori diversi per dare più e diverse facce alla moltitudine dei disperati. Uno è lo stomaco affamato mosso dall'opportunismo e che bada solo al sodo, una il cuore assettato d'affetto, un'altra l'anima ingenua e smarrita, l'altro il bambino ribelle che non ci sta, uno il sognatore, l'altro il polemico e così via. Pur confrontandosi in una serie di dialoghi assurdi e in una sequenza di azioni paradossali (secondo lo stile tipico del Teatro dell'Assurdo) questi personaggi raccontano con maggiore immediatezza e con più schietto umorismo un'umanità che ancora si affanna, e spesso in maniera confusa e senza riuscirci, per trovare un senso all'esistenza, troppe volte trascorsa in un'assurda e inerme attesa, tra millenarie contraddizioni irrisolte. L'azione inoltre è periodicamente interrotta da sfrenate ballate gitane e dall'irruzione di sgangherati danzatori che poi spariscono nelle quinte. Eventi caotici e passeggeri cui i personaggi di turno in scena reagiscono come se nulla fosse. Naturalmente i temi dominanti sono l'attesa e le "attese"; l'esperienza stessa dell'esistenza; il senso e le motivazioni da dare loro e il tentativo (spesso vano e disperato) di viverle in maniera consapevole, per colmare il vuoto che a volte ci angoscia, per riempire in una maniera plausibile il tempo che ci spetta; ma non solo.
Una prima versione viene messa in scena da detenuti e detenute della Casa Circondariale di Forlì; e una seconda (ri-titolata ¿Qué pasa?
) dai pazienti del Dipartimento di Salute Mentale dell'Ausl di Forlì, che la rappresentano 2 volte al Teatro Diego Fabbri di Forlì (anche selezionata per la 7a edizione del Cantiere Internazionale Teatro Giovani diretto da Walter Valeri e promosso dall'International Theater Center of New England-USA e dal Centro Studi Teatrali dell'Università di Bologna e Forlì); al Dulcamara di Ozzano d'Emilia; al Teatro Titano di San Marino; al Teatro Comunale di Cesenatico; al Teatro degli Atti di Rimini nell'ambito del Programma Europeo per la Salute Mentale Equal, Spring out; all'Anfiteatro Bertolt Brecht di Nereto e a Sant'Omero di Teramo per il Festival di Teatro delle Differenze Teatri Paralleli 2006 e 2013; al Padiglione delle Feste di Castrocaro Terme per l'8a edizione del Festival del Teatro Sociale Proscenio aggettante (dove riceve il premio per la miglior regia); alla Casa del Teatro di Faenza per la Rassegna d'Altro Teatro Tratti'n Festival; al Teatro Testori di Forlì per la Rassegna Babele in costruzione 2013 (promossa dal Centro Studi Teatrali-Dipartimento SITLeC dell’Università di Forlì e dal Centro Diego Fabbri); alla Rassegna Piazze d’Estate 2013 di Forlì; al Teatro Verdi di Forlimpopoli per l’iniziativa Educazione e marginalità promossa dalla Cooperativa Sociale Integrazione e Ricerche Lamberto Valli e dal Comune di Forlimpopoli; alla Rassegna MoviMenti Teatri della Salute  di Villa Bianconi a Calcara di Crespellano (Bo); al Teatro dei Segni di Modena per il Festival Màt e per la Settimana della Salute di Modena e al Teatro della Città della Scienza di Napoli per l’edizione 2013 di Futuro Remoto promosso da Città della Scienza, Comune di Napoli e Regione Campania.

Esperando è poi rappresentata (col suo titolo originale) dalla Compagnia Gli Attivi Compagni che Zizzari fonda con pazienti psichiatrici del DSM dell’Ausl di Portomaggiore, coi quali va in scena al Teatro Smeraldo di Portomaggiore (Fe); alla Fondazione Casa Viva e al Teatro Comunale di Copparo nell’ambito della Rassegna di Teatro delle Diverse Abilità Le altre persone promossa dal Comune di Copparo di Ferrara, alla quale partecipano Enzo Toma (tra i massimi esperti di teatro e disabilità e direttore artistico di “Maccabeteatro”) e Mirko Artuso (direttore artistico del Gruppo di Teatro e Disabilità “Le Altre Parole”); al Centro Sociale “Torre del Primario” di Argenta (Fe) per l’annuale Festa del Volontariato dal titolo Non siamo alberi solitari  e alla Sala Estense di Ferrara: una prima volta nell’ambito delle Celebrazioni per la Legge 180 di Franco Basaglia per la Rassegna Formattart (promossa dall’Accademia della Follia e dal Dipartimento di Salute Mentale, dagli Assessorati alla Sanità e alla Cultura, dal Teatro Comunale e dalla Provincia di Ferrara) e una seconda per il Progetto La società a Teatro, una complessa iniziativa di teatro sociale tra cultura e salute promossa dal Centro Servizi per il Volontariato di Ferrara, dall’Assessorato alla Salute e alla Persona e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ferrara, dal Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna e da Provincia e Comune di Ferrara.



Esperando
viene portata in scena anche dalla Compagnia Teatri di banco formata dagli studenti del Liceo Scientifico A. Righi di Bagno di Romagna al Teatro Dovizi di Bibbiena, al Teatro Garibaldi di San Piero in Bagno e alla Sala Sole del Palazzo dei Congressi di Roma Eur per l'edizione 2011 del Festival Nazionale delle Giovani Idee Diregiovanidirefuturo promosso dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei Deputati e dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio. Nel 2017 è invece rappresentata dagli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore L. Da Vinci di Cesenatico al Teatro Comunale di Cesenatico.


Cuori di strada: un musical sul mondo metropolitano giovanile come metafora dello scontro tra le aspettative ideali e più immediate dei giovani e una società invece dedita in maniera esclusiva al consumo e al profitto. La vicenda viene risolta direttamente al pubblico chiamato a decidere in diretta le sorti del conflitto. Viene rappresentato nel 2006 al Teatro Comunale di Cesenatico e nel 2007 al Teatro Diego Fabbri e al Piccolo di Forlì per l'8a edizione del Cantiere Internazionale Teatro Giovani diretto da Walter Valeri (docente di teatro a Harvard) e promosso dall'International Theater Center of New England-USA, dall'Università di Bologna e dal Centro Studi Teatrali dell'Università di Forlì; al Padiglione delle Feste di Castrocaro Terme per la 9a edizione del Festival del Teatro Sociale Proscenio aggettante (dove riceve i premi per la miglior regia e la miglior scenografia) e al Teatro Raffaello Sanzio di Urbino per la 2a edizione del Festival Le visioni del cambiamento 2007 di Pesaro e Urbino, promosso dalla rivista Teatri delle diversità diretta da Vito Minoia ed Emilio Pozzi (docenti universitari tra i massimi esperti di Teatro Sociale), dall'Ass. Teatro Aenigma, dall'Ass. Nazionale dei Critici di Teatro, dall'Università di Urbino e dai Ministeri della Salute e della Solidarietà Sociale.

Ogni testa un tribunale: opera ispirata a "Ciascuno a modo" suo di Luigi Pirandello. Rappresentata al Teatro Comunale di Cesenatico; al Teatro Testori di Forlì (per la 9a edizione del Cantiere Internazionale Teatro Giovani diretto da Walter Valeri, docente di teatro a Harvard, e promosso dall'International Theater Center of New England-USA, dall'Università di Bologna e dal Centro Studi Teatrali dell'Università di Forlì); al Teatro delle Moline di Bologna (in occasione delle celebrazioni della Legge 180 di Franco Basaglia); a Torano di Teramo per il 3° Festival Nazionale di Teatro delle Differenze Teatri Paralleli; al Padiglione delle Feste di Castrocaro Terme per la 10a edizione del Festival del Teatro Sociale Proscenio aggettante promosso dalla FITel Nazionale Cgil, Cisl e Uil dove riceve la menzione speciale per la regia e alla Sala Estense di Ferrara per il Progetto Regionale Teatro e Salute Mentale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, dal Servizio Sanitario Regionale, dalla Ass. Onlus Arte e Salute e dall'Istituzione Minguzzi di Bologna.

Uno spettacolo sciué sciué: una sgangherata compagnia di teatro tenta di allestire uno spettacolo, ma il protagonismo degli attori, i luoghi comuni dettati dai media e dalla pubblicità e l’incertezza del regista producono solo un’accozzaglia di frammenti animati dall’esibizionismo, dall’onnipresenza dei refusi televisivi e dalla banalità. Uno spettacolo squinternato metafora della condizione di estrema confusione valoriale e progettuale in cui si dibatte l’umanità contemporanea. Uno smarrimento cui né la tecnica, né la scienza, né l’arte, né la politica riescono a dare risposta e dove consapevolezza, nuovi stili di vita e libertà d’espressione faticano a emergere, sviliti dalla pressione omologante di una cultura di basso profilo. Resta solo la speranza dell’imprevedibilità degli eventi… e una clava. L'opera va in scena al Teatro Comunale di Cesenatico; al Teatro Testori di Forlì per la Rassegna Babele in costruzione 2012 promossa dal Centro Studi Teatrali e dal Dipartimento SITLeC dell'Università di Bologna Sede di Forlì e dal Centro Diego Fabbri; al Teatro Le Moline di Bologna per la Rassegna MoviMenti Teatri della Salute promossa da Arte e Salute Onlus, dall’Istituto Minguzzi di Bologna e dalla Regione Emilia Romagna e per la Rassegna Piazze d'Estate 2012 promossa dal Comune e dalla Provincia di Forlì e dalla Regione Emilia Romagna. Nel 2014 alla Sala Estense di Ferrara. Una nuova versione dell’opera viene poi messa in scena nel 2016 al Teatro Comunale di Cesenatico e nel 2017 al Teatro Testori di Forlì; al Tenda di Modena per l’edizione 2017 del Festival Màt e della Settimana della Salute di Modena e al Teatro Bonci di Cesena.

No Apocalypse: un'opera magico-surreale sullo scontro epocale tra la catastrofe planetaria e un "altro mondo possibile", data - a termine di un laboratorio teatrale luglio-novembre 2007 - con gli studenti del Corso di Spagnolo della Scuola Interpreti e Traduttori e del Centro Studi Teatrali dell'Università di Forlì con il titolo Nunc, malmomentum in occasione del 1° Festival Internazionale di Teatro Universitario di Benevento Universo Teatro promosso dal direttore artistico Ugo Gregoretti.

Zia Pace: 8° lavoro teatrale realizzato coi pazienti del Dipartimento di Salute Mentale di Forlì, ispirato a Sei personaggi in cerca di autore di Pirandello, dove l'inevitabile confronto dialettico tra i protagonisti fa emergere il senso degli elementi che danno vita al Teatro: l'autore e il testo; i personaggi, gli attori e i loro corpi; il regista; il pubblico. Ma oltre questo l'opera mostra come il Bene possa manifestarsi attraverso circostanze ambigue e impreviste e come possa capitare che talora si sia più utili al Bene trasgredendo le regole morali comunemente accettate e rispondendo alle concrete esigenze della vita, che vivendo nel cieco ossequio delle leggi e degli ideali. Nel 2009 viene rappresentata al Teatro Comunale di Cesenatico e nel 2010 al Teatro Comunale di Cervia; al Teatro Diego Fabbri di Forlì per l'11a edizione del Cantiere Internazionale Teatro Giovani (diretto da Walter Valeri e promosso dall'International Theater Center of New England-USA dell'Università di Harvard, dall'Università di Bologna e dal Centro Studi Teatrali dell'Università di Forlì); a Torano di Teramo per il 5° Festival Nazionale di Teatro delle Differenze Teatri Paralleli, al Padiglione delle Feste di Castrocaro Terme per la 12a edizione del Festival del Teatro Sociale Proscenio aggettante  promosso dalla FITel Nazionale Cgil, Cisl e Uil e con gli studenti del Liceo Scientifico Statale "Augusto Righi" di Bagno di Romagna (Fc) al Teatro Garibaldi di San Piero in Bagno e al Teatro Dovizi di Bibbiena.

Il cortile delle storie sospese: uno spaccato sociale e un collage di storie sospese come i lenzuoli appesi nel cortile di un quartiere popolare, storie apparentemente slegate, ma legate invece al fragile filo della narrazione collettiva, che trova luogo nello spazio comune di una piazza o di un condominio, come significativi segmenti dell'umana esperienza. Viene rappresentata a dicembre del 2008 al Teatro Comunale di Cesenatico, e nel 2009 al Teatro Testori di Forlì (per la 10a edizione del Cantiere Internazionale Teatro Giovani diretto da Walter Valeri, docente di teatro a Harvard, e promosso dall'International Theater Center of New England-USA, dall'Università di Bologna e dal Centro Studi Teatrali dell'Università di Forlì), all'Aula Teatro della Facoltà di Psicologia di Cesena e per il Progetto Regionale Teatro e Salute Mentale e nelle rassegne MoviMenti e DiversaMente al Teatro Comunale di Conselice (voluta dal direttore artistico Ivano Marescotti), al Teatro Gonzaga Ilva Ligabue di Bagnolo in Piano di Reggio Emilia, alla Sala Interaction dell'Arena del Sole di Bologna e alla Sala Estense di Ferrara.

Oracoli: una sequenza di storie in apparenza slegate che, simili a oracoli, si fanno interpreti del passato, del presente e del futuro, nel tentativo di creare - attraverso frammenti narrativi e suggestioni surreali - una rete di relazioni tra la dimensione privata, soggettiva e individuale con quella pubblica, oggettiva, collettiva e perfino universale. Una rete come trama di un'improbabile comunicazione tra le nostre origini, il presente che viviamo e quel che potrebbe essere il futuro. Dai rituali sciamanici, capaci di unire ed esortare intere comunità a danzare per la pioggia, fino all'esplosione delle singole narrazioni soggettive tipiche dell'urgenza individualistica contemporanea. Rappresenta un’umanità che s’interroga sul futuro, alla luce di un presente problematico, segnato da forti contraddizioni sociali, da un’insoddisfazione esistenziale latente e da serie preoccupazioni ambientali. Un presente in netto contrasto con lo spirito delle origini, rappresentato nell’opera da un rito tribale officiato da tre donne sciamano, durante il quale vengono invocati la pioggia e divinità immanenti di diverse civiltà arcaiche.

Oracoli va in scena nel 2009 alla Sala Estense di Ferrara per il Progetto-rassegna La società a Teatro; nel 2010 al Teatro Lolli di Imola (anche ripresa dal cast della fiction televisiva andata prodotta dalla RAI dedicata a Franco Basaglia C'era una volta la città dei matti di Marco Turco, con Fabrizio Gifuni e Vittoria Puccini) e nel 2015 alla Sala Bergamas di Gradisca per l’edizione 2015 della Rassegna Internazionale di Teatro Sociale Altre Espressività di Gorizia; al Teatro Comunale di Cesenatico e nel 2016 al Teatro Comunale di Gambettola; al Teatro Testori di Forlì per la 1a edizione dell’iniziativa Il valore del Dono e del Volontariato, promossa dal Comitato del Dono, formato dalle Associazioni di Volontariato dell’AssiProv di Forlì-Cesena; al Drama Teatro di Modena per il Festival Màt e per la Settimana della Salute 2016 di Modena e a Imola. Una nuova versione di Oracoli viene poi messa in scena ancora al Teatro Comunale di Cesenatico dalla Compagnia dell’OltreBanco, formata dai pazienti-attori del Dirigibile e da studenti dell'Istituto d'Istruzione Superiore L. Da Vinci di Cesenatico, per la 5a edizione del Progetto Un Palcoscenico per tutti che impegna studenti e pazienti psichiatrici in un’esperienza teatrale comune.

Ceneri della ribalta: Una satira critica di un certo tipo di teatro saturo di luoghi comuni fatto per una platea di spettatori passivi, cittadini assoggettati dalla società dello spettacolo, contagiati dalla sindrome del successo, dall'apparire a ogni costo, dal consumo delle immagini e dall’invadenza della cronaca di sangue, dalla tecnologia mediatica, dal cabaret televisivo e dalla virulenza della pubblicità e del reality show. Opera in due atti. Nel primo uno scienziato, prima della prevedibile catastrofe ambientale, lascia la Terra con una macchina del tempo costruita con tecnologia riciclata. Nel futuro incontra uno strambo gruppo di “esploratori spaziali post-umani”, che tornati sulla Terra (da tempo abbandonata dagli uomini) s’imbattono in ciò che resta di un teatro e dei suoi mummificati frequentatori… Lì, in una sorta di ironica fanta-archeologia elaborano sulla base di approssimative conoscenze una serie di ipotesi paradossali. Ma nel paradosso, l’occhio alieno di sprovveduti osservatori, pone l’indice sulle reali contraddizioni, sulle ipocrisie, sui vezzi e i sui vizi dell’umanità del nostro tempo. Nel secondo invece lo scienziato capita durante le prove di uno scioccante “format teatrale”, nelle quali, pur di diventare famosi e di apparire mediaticamente, aspiranti attori sono disposti a farsi ammazzare in diretta.
L’opera va in scena al Teatro Comunale di Cesenatico; al Teatro Testori di Forlì per la Rassegna Babele in costruzione 2011
promossa dal Centro Studi Teatrali e dal Dipartimento SITLeC dell’Università di Bologna Sede di Forlì e dal Centro Diego Fabbri); al Teatro Diego Fabbri di Forlì per il Progetto Un Palcoscenico per tutti 2011 promosso dal Dipartimento di Salute Mentale, dal Centro Studi Teatrali dell’Università e dal Centro Diego Fabbri di Forlì all’interno dello spettacolo Apparire!Apparire!Apparire! realizzato in comune con studenti del Liceo Classico Morgagni; a Sant’Omero di Teramo per il Festival delle Differenze Teatri Paralleli 2012; per la Rassegna Piazze d’Estate 2011 promossa dal Comune di Forlì e dalla Regione Emilia Romagna e per la Notte Verde 2013 per l’innovazione responsabile rivisitata ad hoc per l’occasione col titolo Progresso ma non troppo.

Destini Globali: una panoramica poetico-musicale di teatro sperimentale sul razzismo, la disuguaglianza e la discriminazione sociale, sulle condizioni di vita e le aspirazioni dei meno fortunati, dai popoli migranti ai giovani emarginati delle periferie urbane, realizzata e messa in scena con gli studenti del Liceo Scientifico Statale "Augusto Righi" di Bagno di Romagna (Fc) al Teatro Garibaldi di San Piero in Bagno (Fc); alla Sala Sole del Palazzo dei Congressi di Roma EUR per il Festival delle giovani idee DiregiovaniDirefuturo Roma 2010 promosso dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei Deputati e dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, dalla Regione Lazio, dal Comune di Roma e dalla Regione Emilia Romagna; al Teatro Bonci di Cesena per il Festival Nazionale di Teatro Scolastico Elisabetta Turroni 2010; al Teatro Dovizi di Bibbiena e al Teatro Comunale di Galeata.
Si tratta di un'estensione tematica e antropologica dell'opera Cuori di strada
.

Matto Gradimento: prende spunto da un questionario anonimo che il Dipartimento di Salute Mentale di Forlì ha sottoposto ai suoi utenti, per avere una loro valutazione sul servizio offerto. Si svolge nella sala d’attesa di un ambulatorio psichiatrico dove alcuni utenti si trovano a socializzare, fino a esprimere liberamente i loro punti di vista sul rapporto coi medici e con gli operatori, con la malattia e col Servizio Pubblico nel suo complesso. Facendolo, tracciano un bilancio della loro esperienza di utenti psichiatrici,  offrendo – anche se in chiave teatrale e decisamente satirica – un quadro quanto mai reale delle problematiche che investono le persone che vivono un disagio psichico e servizi e operatori pubblici chiamati a dare a quel disagio risposte adeguate.

Nel gioco del teatro e delle parti, nel segno del Teatro dell’Oppresso e del Teatro Forum di Augusto Boal, gli utenti-attori fanno emergere istanze, richieste, bisogni e speranze da sottoporre all’opinione pubblica. Una sorta di manifesto politico dei diritti dell’utente psichiatrico, nel quale si denuncia la persistenza dei pregiudizi nei confronti della sofferenza mentale e dove si chiede più ascolto, attenzione e rispetto, alla pari di un qualunque altro cittadino; dove si auspica una migliore qualità dei rapporti umani, di poter ricevere come proprio diritto insindacabile terapie alternative e di partecipare alla vita sociale e culturale della propria comunità. L’opera va in scena al Teatro Testori di Forlì; alla Rassegna MoviMenti Teatri della Salute di Villa Bianconi a Calcara di Crespellano (Bo); per la Settimana del Buon Vivere 2014 al Foro Annonario di Cesena; per la Rassegna Internazionale di Teatro Sociale Altre Espressività al Teatro Kulturni Dom di Gorizia, al Teatro Comunale di Cesenatico, al Teatro Lolli di Imola, al Teatro Comunale La Baracca dei Talenti di Gambettola; alla Sala San Francesco di Ferrara, al Tenda di Modena per l'edizione 2015 del Festival Màt e della Settimana della Salute. Nel 2016 e nel 2017 viene poi rappresentata al Teatro San Giuseppe di Faenza per gli studenti e per iniziativa della Sede di Faenza dell'Università degli Studi Infermieristici di Bologna.



Vite senza permesso, trame migranti:
uno spettacolo sui popoli migranti, ispirato all’omonimo libro inchiesta della giornalista Manuela Foschi edito dalla EMI, tra l’altro dedicato all’attore e regista senegalese Mandiaye Ndiaye deceduto nel 2014 e a Emmanuel Chidi Namdi, barbaramente ucciso per razzismo da due balordi italiani nel 2016 a Fermo. Una sequenza di quadri e suggestioni sceniche, canzoni e coreografie che raccontano storie reali del nostro tempo, le aspirazioni, le speranze, le illusioni, le delusioni e le molteplici motivazioni che hanno spinto e spingono popoli e persone a emigrare. Un intreccio di esperienze umane che ha come protagonisti le odissee più o meno fortunate dei Nessuno dei nostri tempi che, proprio come il mitico Ulisse, continuano ad attraversare mari, confini e terre straniere per trovare nuovi orizzonti alla loro esistenza, per sete di conoscenza, per scampare alla guerra e alla persecuzione o semplicemente per necessità, come per il passato è toccato a tanti italiani. L’opera viene messa in scena al Teatro Testori di Forlì dalla Compagnia Fuori di Classe, formata da attori della Compagnia Il Dirigibile e studenti del Liceo Scientifico Statale di Forlì. Una nuova versione dell’opera è rappresentata nel 2017, prima dalla Compagnia Banco di Prova (formata da attori del Dirigibile e da studenti del Liceo Psicopedagogico e delle Scienze Umane di Forlimpopoli, sempre nell’ambito del Progetto Un palcoscenico per tutti promosso dal Dipartimento di Salute Mentale e dal Centro Diego Fabbri di Forlì) e poi dalla Compagnia Il Dirigibile al Teatro Comunale di Cesenatico.

L’Orda che verrà: testo poetico dedicato ai popoli migranti che si ispira e dà seguito alla Profezia di Pier Paolo Pasolini della raccolta Poesia in forma di rosa. Zizzari attualizza ed estende a tutti i migranti del mondo globalizzato la provocatoria profezia di Pasolini, secondo cui saranno proprio loro, i migranti, a fare la rivoluzione. Il testo diventa subito una performance poetico teatrale che viene messa in scena al DDT 2015 (Diversi Dirompenti Teatri) di Imola con le musiche di Alessandro Valentini e Milko Merloni, del Gruppo musicale Faxtet. Nella disomogeneità, nella discontinuità e nell’imprevedibilità che talora caratterizza la Storia e l’alterno sviluppo delle vicende umane, l’Orda che verrà immagina un’opulenta e stanca Europa assalita, invasa, saccheggiata e rasa al suolo da orde di migranti vecchi e nuovi, figli delle più disparate terre e culture, provenienti da ogni angolo sofferente del Pianeta… Orde assetate e affamate, senza più fedi né ideologie, che si coalizzano all’insegna di inedite e allo stesso tempo arcaiche alleanze, per fondare (forse) un Nuovo Mondo sulle rovine del Vecchio… Provocazione molesta o profezia d'un folle visionario? Omaggio alle sempre più avventurose Odissee dei comuni mortali d'ogni provenienza del mondo globalizzato o l'irritante maledizione poetica d'un bastian contrario? Cronaca di una irreversibile mutazione antropologica o l'inno inaudito d'una rivoluzione inattesa? Il terrore segreto di un incerto futuro o il conflitto ambiguo e perenne della Storia segnata dalle più profonde e irrisolte contraddizioni umane? Impietosa analisi di un capitalismo terminale votato alla catastrofe o l'improbabile speranza d'un nuovo corso dettato dall'esodo epocale di orde minacciose pronte a travolgere la nostra identità, ogni nostra ricchezza, ogni nostra sicurezza, ogni nostra certezza?

Processo a Elah: una metafora di genere fantastico, particolarmente attuale e densa di ironia, incentrata su un procedimento penale a carico di un essere sconosciuto proveniente da un altro e lontano pianeta. Siamo nel 2090. Una creatura extraterrestre cade sulla Terra. Viene catturata, imprigionata e messa sotto processo per "immigrazione clandestina", per aver minacciato la sicurezza terrestre, per aver arrecato danni a proprietà private e per un'altra serie di reati ipotizzate dall'accusa; ma gli sviluppi del processo e il dibattimento tra il Pubblico Ministero e l'avvocato della difesa - oltre a scoprire la reale identità della creatura, le reali motivazioni che l'hanno spinta a lasciare il suo mondo e le gravi responsabilità umane - mettono a nudo i pregiudizi, le discriminazioni e le paure che nutriamo (spesso anche in malafede) nei confronti dell’altro, del diverso o di chi proviene da altri paesi o altre culture.

 
 
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