Sudori inediti - Michele Zizzari

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Sudori inediti

Sinossi Opere poetiche e narrative

Sudori inediti

Breve introduzione - La poetica di una cultura antagonista che rivendica il diritto di militanza delle parole, coerente alla biografia dell’autore, che trovi a far teatro in una manifestazione, in una scuola, in un carcere o in una struttura sociale o psichiatrica. Poesia luogo di ricerca formale ed espressiva, ma anche di memoria, testimonianza e narrazione delle lacerazioni e dei rivolgimenti esistenziali, sociali e ambientali in atto; per guardare a noi stessi e al mondo oltre la nebbia del pregiudizio e dell’ipocrisia, per dare voce poetica all’umanità sofferente, di cui il poeta è parte. Scrittura "figlia di una terra in tumulto, dove l’incanto, il canto e la protesta non si arrendono mai, dove l’odore dei caffè, del basilico e del mare si mischiano a quello della povertà, del sangue e delle discariche".

Sinossi -
"Se si può ancora parlare di cultura antagonista e di militanza delle parole in questo paese, Michele Zizzari, col suo vissuto, la sua scrittura e il suo impegno civile, ne è uno dei protagonisti. Un autore la cui opera ha radici nel sociale e nel movimento politico del ‘77, e nel suo linguaggio, forse più creativo e immaginifico rispetto a quello partorito dal ‘68. Michele viene dai quartieri spagnoli della provincia di Napoli, dove ha conosciuto la miseria e la lotta per la sopravvivenza. Ha un tratto da irriducibile, stemperato da una dolcezza che solo a tratti fa capolino da una carica umana che si traduce facilmente in progetto ed azione. Sa stare sul palcoscenico con una naturalezza che conquista e può capitare di assistere a un suo reading o a una performance in una scuola, in un carcere, in una struttura per disadattati.  Figlio di una terra in tumulto – scrive di sé Michele – dove l’incanto, il canto e la protesta non si arrendono mai… dove l’odore dei caffè, del basilico e del mare si mischiano a quello della povertà, del sangue e delle discariche…. Michele si porta dietro queste cose, questi ingredienti, diciamo un misto di rivolta e di struggimento, che fanno di lui uno scrittore autentico e un performer genuino." Questo scrive il poeta Daniele Serafini di Michele Zizzari.

L’opera di un autore contemporaneo ancora poco conosciuto, costantemente impegnato nel sociale, che produce da tempo poesia, narrativa e testi teatrali. La sua poetica, originale e sperimentale, è animata da una spregiudicata contaminazione tra poesia e narrativa. Stile, linguaggio e contenuti si nutrono della vita reale, per potersi rivolgere ed essere comprensibili a tutti. Oltre a esplorare il marasma contraddittorio delle pulsioni e dei conflitti che attraversano tumultuosamente la dimensione esistenziale degli individui in quanto persone, le loro relazioni e le aspirazioni umane, il suo lavoro poetico ha una forte connotazione politica, civile, sociale. Perché dà voce a quelle aree della società (sempre più vaste e senza diritti, di cui il poeta si sente parte) che voce non hanno; per raccontare (attraverso la sintesi poetica) la sofferenza, la discriminazione, l’emarginazione, l’ingiustizia, la violenza, la repressione, l’umiliazione, la frustrazione e la decadenza valoriale di cui siamo vittime e prede; per denunciare la catastrofe umana, sociale e ambientale prodotta da un sistema politico ed economico completamente asservito agli interessi dei poteri forti e delle classi dominanti. La scrittura e la poesia quindi non solo come luogo di ricerca formale ed espressiva, ma anche come strumento narrativo di rilevazione delle lacerazioni e dei conflitti sociali in atto, come metodo di lotta e di denuncia, oltre che come occasione per riscrivere la storia dal punto di vista degli ultimi, dei vinti e degli oppressi (come esplicitamente vien fatto nel componimento Evidenti ed epocali revisionismi sfacciati).

Sudori inediti è quindi anche il racconto impietoso di come Napoli e la sua Provincia – una delle zone geografiche più belle e ricche del nostro Paese dal punto di vista paesaggistico, delle risorse naturali ed umane, storico e culturale – siano state sacrificate, dissennatamente urbanizzate e devastate sull’altare dell’arricchimento privato, del consumo e dello sviluppo a ogni costo; e della miserevole condizione umana cui è stata condannata una gran parte della sua popolazione. Una condizione che Zizzari ha vissuto sulla propria pelle, come egli stesso ci svela nel primo testo della raccolta (Eravamo in undici); come per mettere subito le cose in chiaro, con l’orgoglio di chi non rinnega né nasconde le proprie origini. Un viaggio poetico che si nutre di biografia e di verità, ma anche di mare, di Natura e di Bellezza. Verità spesso sottaciute, omesse, se non addirittura occultate, eppure evidenti, crudeli e poetiche, intollerabili e commoventi insieme, motivo di disgusto e compassione al tempo stesso, di fastidio e d’ispirazione creativa. Un modo per guardare oltre le veline dell’apparenza e dell’ipocrisia; oltre gli slogan rassicuranti ma bugiardi della propaganda pubblicitaria; oltre la fascinazione delle mode e dello sviluppo tecnologico; oltre l’apologia del progresso e della falsa promessa di democrazia e benessere per tutti.
In tutto questo, la Poesia – che insieme all’Amore e a ogni forma d’arte e di creatività costituisce l’efflorescenza magica, l’espressione più elevata e profonda dell’umano sentire – è in grado di cogliere significativi elementi di speranza tra le macerie del disastro; la straordinarietà dell’esistere; l’incommensurabile, vitale importanza degli affetti; la necessità della solidarietà e della fratellanza; la grandezza di persone eccezionali (come la Zi’ Carmela di cui si racconta nel testo Carmela e le fragole) e di esperienze umane che restano per noi ostinati punti di riferimento e d’insegnamento valoriale ed etico.

 
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