<br /> - Michele Zizzari

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Sinossi delle opere

Giritiello: confessioni di un disoccupato disorganizzato


Pure se mammà m’ha fatto sano, so’ handicappato lo stesso... sono un portatore sano di handicap... me li porto addosso da quando sono nato... povero! E’ il primo!  
Così si presenta Giritiello.

Ovviamente c'é dell'altro... Giritiello è un disoccupato storico napoletano.
La sua esperienza è la sintesi personale del disagio e della precarietà vissute tra vecchie e nuove povertà, tra province e periferie urbane devastate da un progresso dal doppio volto; uno spaccato "metronapolitano" dall'infanzia all'età adulta.
Partendo dal suo vissuto di disadattato, Giritiello racconta la precarietà delle condizioni di vita e di lavoro imposta a una larga parte della comunità, smascherando la matrice di tutte le discriminazioni: quella sociale. Egli racconta in chiave comica, con sarcasmo ed esilarante ironia, una serie di divertenti aneddoti autobiografici svelando l'abisso esistente tra le speranze, gli ideali, le aspirazioni umane più spontanee e una spietata realtà dominata dalla competizione selvaggia, dal libero mercato, dall'interesse politico-economico e dalla guerra.


Giritiello si confessa esprimendo fatti e opinioni con i toni tipici della dialettica partenopea, svelando i paradossi della realtà, sottolineando burlescamente lo scarto che sempre più spesso esiste tra le intenzioni dichiarate e le azioni concrete. Giritiello si definisce orgogliosamente "disorganizzato": la sua atavica diffidenza per il sistema della rappresentanza lo spinge a una critica feroce dell'esistente e all'auto-organizzazione esistenziale.
Il personaggio - sintesi di autenticità popolare e intelligenza intuitiva - oscilla tra la genialità e la follia, tra la saggezza e la confusione, tra la realtà e il romanzo, tra verità e sospetto.
Il suo è l'urlo interiore e autoironico dell'escluso sociale, del disadattato, del creativo senza credito e senza fama. Il suo spirito è allergico alla sclerosi della burocrazia, all'onnipresente organizzazione sociale, ai comportamenti politicamente corretti, ai cavilli procedurali e alle file agli sportelli.
Discriminazione, ingiustizia e precarietà sociale; indifferenza per la sofferenza altrui; emarginazione del dissenso: questi i temi delle sue ironiche confessioni.
Confessioni dette tra i denti, senza censure, vissute. La sua è la voce di una persona semplice, ma non stupida, che ce l'ha con una società incapace di dare opportunità e voce a chi è svantaggiato e non riesce a trovare il modo di esprimersi pienamente.
A torto o a ragione, se la prende con tutti, senza fare sconti a nessuno.
Per questo spero che nessuno se la prenda troppo e che si dia diritto anche ai Giritielli - che sono tantissimi - di esprimere la loro libera opinione. Giritielli del mondo unitevi!


Confessioni di un disoccupato disorganizzato
è stata rappresentata al Teatro Comunale di Cervia, al Teatro del Navile e allo Spazio di via Fioravanti di Bologna, alla Sala Miceti e al Peace Maker di Imola, al Teatro San Salvi di Firenze nell'ambito del Forum Europeo del Teatro, alla Sala Albertini di Forlì, al Dulcamara di Ozzano d'Emilia, all'Arena di Meldola, al Circolo Arci Tam Tam di Cesena, al Teatro Comunale di Predappio e al Salone Comunale di Forlì presentato dal giornalista Luca Telese.


Introduzione a Confessioni di un disoccupato disorganizzato


Giritiello è un disoccupato storico napoletano, che partendo dalla propria esperienza di vita racconta, in prima persona e in chiave satirica, l'ingiusta condizione sociale in cui è nato e cresciuto.
Il suo racconto denuncia la precarietà permanente e diffusa delle condizioni di vita e di lavoro che ancora caratterizza l'esistenza di una larga parte dell'umanità senza cittadinanza e senza diritti. Lo fa con ironia, a volte anche amara, mischiando privato e politico, attraversando la storia italiana dal "boom economico" a oggi e le trasformazioni sociali e del mercato del lavoro cui abbiamo assistito negli ultimi decenni. Lo fa senza veli e senza sconti per nessuno, padre compreso, distribuendo a destra e a manca colpe e responsabilità.
Le sue opinioni su politica e dintorni sono viscerali e autentiche, e molto vicine, direi fedeli, a quelle dei tantissimi disoccupati napoletani coi quali ho avuto l'onore e il piacere di condividere anni e anni di lotta e di fraterna amicizia, e per i quali le condizioni di vita non sono poi cambiate molto in questi cinquant'anni.
Naturalmente Giritiello offre il suo personale punto di vista, che nessuno ne abbia a male quindi… Anzi l'invito è quello di prendere atto con lui che il progresso tecnico, lo sviluppo economico perseguito a ogni costo e il libero mercato continuano a non garantire né diritti uguali per tutti, né una reale emancipazione sociale, né tantomeno hanno risolto la fame nel mondo, la disuguaglianza e l'ingiustizia sociale, purtroppo ancora e drammaticamente all'ordine del giorno dell'agenda e della vicenda umana e politica.

Confessioni di un disoccupato disorganizzato
è stata rappresentata al Teatro Comunale di Cervia, al Teatro del Navile e allo Spazio di via Fioravanti di Bologna, alla Sala Miceti e al Peace Maker di Imola, al Teatro San Salvi di Firenze nell'ambito del Forum Europeo del Teatro, alla Sala Albertini di Forlì, al Dulcamara di Ozzano d'Emilia, all'Arena di Meldola, al Circolo Arci Tam Tam di Cesena, al Teatro Comunale di Predappio e al Salone Comunale di Forlì presentato dal giornalista Luca Telese.

 
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