Biografia - Michele Zizzari

Vai ai contenuti

Menu principale:

Biografia

Cenni biografici
(Michele Zizzari, 10 novembre 1958, Castellammare di Stabia - Napoli)


Autore poliedrico che fonda le sue radici nel sociale e nei movimenti culturali e politici del ’77.
Nasce da famiglia povera e numerosa in un palazzo fatiscente e degradato chiamato “Il Serraglio
”, un ex carcere minorile poi adibito a uso abitativo. Dopo diversi crolli spontanei, il palazzo franerà definitivamente col terremoto dell’80, causando la morte del padre e la perdita dell’unico vano senza servizi igienici che ospitava la famiglia. Comincia a lavorare a otto anni per sostenerla e mantenersi agli studi. Vive sulla propria pelle, su quella dei fratelli e dei compagni la discriminazione sociale nei confronti dei poveri, molto forte in quegli anni, che lo porta ben presto a interessarsi di questioni sociali. Si distingue per il suo carattere forte e spigoloso. Michele è un ragazzo molto vivace, attivissimo, che frequenta ragazzi più grandi di lui e che cresce in fretta. Il padre Antonio lo chiama “Terremoto”. Nonostante la maggioranza dei suoi coetanei non frequentasse la scuola, si appassiona allo studio e alla lettura. Gli piace tutto, senza distinzione di materia o di argomenti. Comincia a scrivere poesie a 10 anni. Alle medie è nell’albo d’onore tra i migliori studenti dell’istituto, dal quale si congeda con un “attestato di elevato merito”. Tra i suoi insegnanti Ersilia Salvato (poi deputata e senatrice del PCI, fondatrice di Rifondazione Comunista e poi sindaco di Stabia).

Michele a 18 anni

Finite le medie va a vivere da solo e, a soli 13 anni, parte in autostop per fare la sua prima estate da cameriere sulla Riviera Romagnola. Si iscrive al Liceo Scientifico Statale di Castellammare di Stabia. Al terzo anno, nonostante l’eccellente profitto (nove in tutte le materie), viene allontanato per il suo temperamento ribelle. Si iscrive al quarto anno del Liceo Statale di Pompei dove nel ’77 consegue la Maturità Scientifica con 60/60esimi, capeggiando l’autogestione fino all’esame di stato, con più di mezza classe che si presenta con lui senza professori. Animato da una onnivora fame di conoscenza e da un desiderio di riscatto sociale quasi feroce che gli resterà appiccicata addosso per sempre, negli divorerà libri di ogni genere, letteratura, poesia, teatro, filosofia, saggi storici e politici, scienze sociali (antropologia, pedagogia, sociologia), materie scientifiche (dalla fisica all'astronomia, dalla neurofisiologia alla psicologia), scienze olistiche, mitologia, classici greci e latini, testi sacri (dalla Bibbia al Popol Vuh dei Maya, dal Libro dei Morti della Civiltà Egizia al Mahabharata e ai Veda indiani, dalla mitologia mediorientale ai Pensieri del Grande Spirito dei Nativi d'America). In letteratura e poesia pesca ovunque, da tutta quella Italiana a quella Russa; dai Romantici Inglesi e Tedeschi alla Fantascienza d'gni tipo; dai Maledetti Francesi alla Beat Generation; da quella Sudamericana di Galeano al Don Chisciotte di Cervantes; da Salvatore Di Giacomo al Cyberpunk. Stessa cosa per il Teatro: da Raffaele Viviani e Totò fino ad Harold Pinter; da Massimo Troisi a Bertolt Brecht; da Eduardo De Filippo e Pirandello al Living Theatre; da Samuel Beckett ad Augusto Boal. Insomma è impossibile citare particolari autori o correnti di riferimento letterario e teatrale (sarebbero troppi) o tracciare una mappa coerente delle sue fonti d'ispirazione. Egli stesso dichiarerà (parafrasando Pirandello e facendo riferimento al General Intellect di Carlo Marx) di avere "uno, nessuno e centomila maestri; e due soli riferimenti certi: la Vita e i Movimenti di cambiamento."

Per mantenersi continua a lavorare d’estate, facendo il cameriere e molti altri lavori occasionali, in particolare sulla Riviera Romagnola, terra che lo attrae particolarmente e dove tenterà invano di stabilirsi (vi si trasferirà anni più tardi). Si iscrive alla Facoltà di Medicina di Napoli, poi all’Istituto Orientale, cambiando diversi indirizzi di studio, da Lingue Straniere a Scienze Politiche, a Letterature Moderne, con ottimo profitto e superando gli esami quasi sempre con 30 e lode, ma senza giungere alla laurea. Il lavoro, il terremoto e la morte del padre, la necessità di mantenere la famiglia e di seguire in tutto i fratelli più piccoli allo sbando, altre disgrazie (tra cui un incidente stradale che gli stronca una promettente carriera calcistica), il matrimonio con Concetta Piscopo (già sua compagna e laureata in Lettere Classiche e già dipendente della Biblioteca Comunale della sua città, con la quale vivrà per 17 anni) e i suoi molteplici interessi non glielo permettono. Abbandonerà gli studi dopo la nascita della figlia Anita, nata nel 1985. Con l’Università si butta a capofitto nell’impegno sociale e politico. Forse non è un caso che tra i suoi docenti figurano Angiolina Arru, Giulio Machetti, Pietro Basso e altri, tutti di formazione marxiana.

Dà subito una sequela di esami come “Economia politica”, “Storia del movimento operaio”, “Geografia politica ed economia”, “Antropologia culturale”, “Storia della rivoluzione industriale” e simili. Segue seminari con Rossana Rossanda, Luigi Pintor, Toni Negri e altri. Partecipa attivamente alle lotte dei disoccupati, a quelle studentesche e ad attività di volontariato sociale con disabili (presso l’Istituto Tropeano), con ragazzi di strada e adolescenti con disagio psichico, grazie alle quali incontra esponenti di rilievo della nuova coscienza sociale e politica partenopea come Marco Rossidoria, Cesare Moreno, Sergio Piro e altri.
Non ancora consapevole della sua arte, scrive e usa il teatro e i suoi testi a scopo politico e civile. Fa “teatro di piazza” e “politico” (come quello del Living Theatre
) con testi scioccanti e provocatori o “teatro giornale” e “teatro forum” (come quello di Augusto Boal) commentando ironicamente le notizie del giorno e gli articoli di stampa, utilizzando la tecnica del “detournement”, ossia del capovolgimento del punto di vista.

Dove può, grazie alle spiccate capacità di coinvolgimento e di animazione sociale, inventa e porta avanti attività creative, educative, formative e riabilitative con ragazzi che evadono la scuola dell’obbligo, giovani disadattati o con disagio psichico, disabili, tossicodipendenti, immigrati, nomadi, figli di persone detenute ed ex detenuti. Lo fa e basta, per convinzione, a puro scopo sociale, contribuendo a formare diversi gruppi di azione creativa e sociale.
Ma da lì a qualche anno comincerà – con le sue opere poetiche e teatrali (delle quali è regista, scenografo e interprete) – ad attraversare centri sociali, circoli culturali, universitari e artistici e spazi teatrali della cultura alternativa e dell’underground partenopeo. Tra questi il RIOT di Palazzo Marigliano
già Centro di Documentazione dell’Associazione Rivoluzionaria Napoletana, Terre del Fuoco di Marechiaro gestito da Rino La Rocca, L’Accademia degli Oziosi gestito dall’editore Tullio Pironti e da Carla Rabbuffetti, il circolo situazionista Murat di Aldo Elefante e Marina Mailler, Il Cerriglio, La Mattonella e altri. Quasi sempre tra i primi occupanti, frequenta diversi Centri Sociali Occupati come Segnali di Accelerazione ad Acerra, il DAMM, Officina 99, il Tien a men e altri. Allo stesso tempo è tra le persone più attive e impegnate della sua città natale, Castellammare di Stabia, dove forma altri gruppi di azione artistica e sociale (come La Tribù delle Terre Scosse, formata da pittori, poeti e video maker come Salvatore Raiola) e dove organizza eventi e iniziative culturali senza alcun appoggio istituzionale (come È Nat’arte! che riesce a collegare a SituatioNaples, una manifestazione di respiro internazionale ideata da Dario Giugliano e da Renato Nicolini) coniugandoli all’impegno civile e politico; eventi sempre destinati ai settori emarginati della società ed esclusi dalla cultura e al sostegno di persone con disagio o in difficoltà.
Nelle sue performance situazioniste, di arte di strada e negli interventi artistici di carattere provocatoria che compie durante manifestazioni politiche usa lo pseudonimo Lupoeta
, cui resterà legato a vita.

con la prima moglie Concetta
prove teatrali

A Stabia collabora stabilmente con il Teatro Marcovaldo gestito dal regista Mimmo Laudano, con Mario Tartaglione (un giovane e geniale “movimentatore d’arte”) e con la regista Camilla Scala. Entra in contatto con gli esponenti dell’avanguardia teatrale e artistica e del Nuovo Rinascimento Napoletano come Annibale Ruccello, Enzo Moscato, Falso Movimento di Mario Martone, Renato Carpentieri, Antonio Noewiller, Davide Iodice dell’Associazione teatrale Liberamente (all’epoca direttore artistico della Sala Assoli del Teatro Nuovo di Napoli), Sergio Longobardi, Antonella Monetti, Franco Zaccaro, Lello Vozla, Peppe Lanzetta; e a livello nazionale i Magazzini Criminali, i Giardini Pensili di Roberto Paci Dalò e La Gaia Scienza. Incontra musicisti come Sergio Maglietta dei Bisca, i Zezi, Daniele Sepe e tantissimi gruppi emergenti come gli Alma Megretta e i 99 Posse.
Frequenta e collabora con pittori di tendenza come Nicola D’Ammora
(tra i primi a operare microincisioni su diapositive e autore del manifesto delle “Cinque rose di Jennifer” di Annibale Ruccello), Jo’ di Sera, Gennaro Cicalese, Loich Thirion, Carmine Dello Ioio e Franco Cava (che conosce da più tempo, suo grande amico, che nell’adolescenza lo ha distolto da pericolose compagnie) grazie al quale frequenta il mondo alternativo di Positano, dove girano diversi artisti internazionali, molti dei quali della beat generation e incontra John Giorno e Gregory Corso, col quale stringe una forte amicizia e coabiterà per qualche mese. Da sempre appassionato di letteratura e poesia della Beat Generation (di Kerouac, Ginsberg, Burroughs e gli altri), di arti visive, pittura e musica d'avanguardia, di rock e di punk, si reca negli Stati Uniti, in particolare a New York, dove visita la Factory di Andy Wharol, i graffity di Keit Haring, i quadri di Basquiat e assiste a concerti dei massimi musicisti di tendenza degli anni '70 e '80. Cosa che continua a fare anche in Italia, frequentando i più importanti concerti e covi della musica underground del Paese. Tanto che prende in gestione insieme a Pilar Castel (sorella dell'attore Lu Castel e regista di Teatro Ragazzi a Roma) Il Grigio Notte un locale nel centro di Trastevere, dove invita a suonare le band emergenti del panorama underground italiano, ma l'esperienza dura un solo anno.
La condizione economica però non gli permette di seguire fino in fondo i percorsi e le strade che di volta in volta intraprende. Napoli e Provincia sono inoltre un territorio difficile. L’arte e le attività creative con finalità sociali non sono ancora considerati un lavoro (come già avviene in altre regioni d’Italia), sono viste con diffidenza, reputate attività al massimo ricreative, futili. Difficilmente per questo tipo di impegno è previsto un compenso. Enti e amministratori locali si mostrano ancora poco sensibili all’arte, alla cultura e all’impegno sociale, soprattutto se di un certo tipo. Le risorse destinate a questo tipo di progetti sono scarse e la competizione è spietata, soprattutto se non sei disposto a compromessi e non ti leghi a un carro vincente o a un partito. Incontra tantissime personalità dell’arte, della cultura e dello spettacolo, che però impegnati nei loro progetti non lo aiutano ad emergere. Tutto quello che fa, con bambini e ragazzi di strada, disabili, nomadi e “matti”, Michele lo fa a livello volontario. Le cose precipitano, la figlia Anita cresce e l’esigenza economica si fa pressante.


al Centro Sociale DAMM
a Officina 99

Contro la sua propria natura frequenta un corso avanzato di formazione alla vendita e di consulenza assicurativa offerto gratuitamente dall’INA-Assitalia, che lo promuove consulente assicurativo e formatore di vendita. Il lavoro è stressante e obbliga a un impegno costante per raggiungere gli obiettivi previsti dai piani di vendita e battere la concorrenza, in quel campo cinica oltre misura. Michele vive una doppia vita, una di giorno travestito da yuppie aggressivo in giacca, cravatta e ventiquattrore e un’altra notturna, vissuta da artista, fatta di reading poetici e performance teatrali; ma non regge al ritmo, soprattutto non riesce più ad accettare quello che fa di giorno, non ci sta.
L’assicuratore sta lentamente uccidendo il poeta che è in lui.
Anche la relazione coniugale e il rapporto con la città (che sembra attraversare un momento critico, senza stimoli né prospettive, nel quale sembra sempre più difficile presentare progetti, fare cose e vivere d’arte) si deteriorano.
Ciò lo spinge a una svolta radicale. Si dimette dal lavoro liquidando il suo portafoglio clienti e con  valigia, bombetta, impermeabile, qualche travestimento, pochi panni e pochi soldi prende a girare l’Italia come poeta e artista di strada. Conosce artisti e cantastorie come Mauro Chechi
, Gualtiero Via, Otto e Barnelli, Silvestro Sentiero e tanti altri, coi quali allestisce diversi spettacoli. Gira un po' per l'Europa, in particolare in Germania (dove si ferma un po' a Berlino, dove ritrova i suoi compagni d'arte stabiesi che si sono trasferiti lì), in Olanda (ad Amsterdam e Rotterdam dove improvvisa spettacoli di strada) e in quasi tutta la Spagna. Si ferma qualche mese a Bologna, dove rappresenta Scene da un quartiere, uno dei suoi primi lavori. Decide di restare e torna a fare il cameriere sulla Riviera Adriatica, da cui è sempre stato attratto e dove ha tentato più volte di stabilirsi. Intanto si separa consensualmente (il divorzio arriverà tre anni dopo), anche se i rapporti con la moglie restano buoni, in particolare quelli con la figlia Anita, cui è legato da un amore profondissimo, fortemente ricambiato.

Michele sceglie di stabilirsi in Romagna. Presenta i suoi progetti creativi, teatrali e sociali a tutti i Comuni e agli Enti del territorio, da Rimini a Ravenna, da Cesena a Forlì. Diversi suoi progetti vengono accolti e finanziati. Il primo comune ad accogliere le sue proposte è quello di Cervia, dove chiede e ottiene la residenza. Continua ancora a lavorare come cameriere e come PR di una discoteca, ma nel frattempo riesce a mettere in scena alcuni suoi lavori teatrali. I primi sono una serie di reading poetici, poi le opere teatrali Futuro Fritto (lo sfogo provocatorio di un poeta di strada, per metà barbone e per metà profeta, messo in scena al Wadada di Rimini e alla Taverna degli Squali di Milano Marittima); Da un sud a un altro (opera dedicata alla vita e alle opere di Che Guevara, rappresentata a Cesena; a San Marino e a Rimini (per il trentennale della morte, iniziativa del Comune e dell’Istituto delle Scienze dell’Uomo J. Maritain); L’incanto e il mistero(sul rapporto vita/morte e bene/male, rappresentata lungo i Cortili dei Salinari di Cervia, a Cesena, al Teatro Due Mondi di Faenza diretto da Alberto Grilli e Alessandro Gentili e al Teatro del Navile di Bologna diretto da Nino Campisi); Agenda Resistente (dedicata alla Resistenza Partigiana Romagnola e ispirata ai racconti della staffetta partigiana Elide Cenacchi, ultranovantenne e ancora vivente, con cui Michele stringe una profonda amicizia; presentata a Cervia; a Solarolo; nei Centri Sociali Occupati della Romagna e di Bologna; al Capolinea di Faenza; all’Aula Santa Caterina di Forlì; al Teatro Testoni di Bologna e a Brisighella per il 60° anniversario della Liberazione; al Chiostro San Francesco di Cesena selezionata per la Rassegna Nazionale 2007 di Teatro Civile promossa dal Teatro Bonci e nel 2009 per l’iniziativa Pace sotto le stelle promossa da Emergency e dal Comune di Cervia); Living duel (una cruda analisi della società contemporanea fondata sulla competizione, in cui vengono messi in scena cruenti duelli tra contendenti che si affrontano all’ultimo sangue, con la cronaca minuto per minuto dello scontro raccontata da un megafono) che Michele realizza coinvolgendo alcuni frequentatori della Taverna degli Squali (l’unico pub alternativo di Milano Marittima) formandoli come attori e provando il pomeriggio nei locali del Thai, una discoteca del luogo gestita da uno di loro. Il lavoro viene poi presentato alla Rassegna Teatrale Dei delitti e delle penne 1997 al Centro Giovani Casa Pomposa di Rimini e risulta tra i più apprezzati dal pubblico della rassegna.

Allo stesso tempo Michele riesce a portare avanti diversi progetti. I laboratori di scrittura creativa (nei quali intervengono scrittori come Carlo Lucarelli, Eraldo Baldini, Gian Ruggero Manzoni, Daniele Serafini e l’autore e critico televisivo Marco Giusti) e i laboratori teatrali da lui proposti riscuotono un grande successo. Conosce scrittori come Simona Vinci, Tiziano Scarpa, Sandro Veronesi, Domenico Starnone e Giampiero Rigosi.

Molte sue performance sono ospitate nei centri sociali di Bologna (come il Teatro Polivalente Occupato, il Vag 61, il Livello 57 e il Centro Sociale di via Fioravanti) e della Romagna (come Casa Pomposa e Quadrare il Circolo di Rimini, il Capolinea di Faenza e il Peace Maker di Imola). In quell’ambito incontra i poeti Alberto Masala e Serge Pey, il Gruppo di scrittori Wu Ming, Pino Cacucci, Oscar Marchisio, Stefano Tassinari, Valerio Evangelisti e il giornalista del Manifesto ed esperto di letteratura di fantascienza Daniele Barbieri e sua moglie Tiziana Dal Prà, fondatrice e responsabile della Coopertaiva Sociale d’avanguardia Trama di Terre che si occupa di donne migranti. Le sue iniziative e i suoi spettacoli piacciono, destando un vivo interesse in tutta la Regione e tra gli addetti ai lavori, con un importante riscontro mediatico. Suoi spettacoli come L'incanto e il mistero, Confessioni di un disoccupato disorganizzato e Agenda Resistente vengono ospitati dal Teatro del Navile diretto da Nino Campisi, dove tiene con grande successo anche laboratori di scrittura creativa. L’Emilia Romagna lo ha definitivamente conquistato e adottato.

A ottobre del 1998 incontra Manuela Foschi, giornalista-pubblicista free-lance collaboratrice del Resto del Carlino, del Manifesto, della Rivista Carta e di altri giornali, dedita alle tematiche sociali e ambientali e attenta ai diritti dei migranti (nel 2009 la EMI pubblicherà Vite senza permesso un suo libro inchiesta che racconta 14 straordinarie storie di migranti). Si conoscono in occasione di un’intervista che Manuela vuole fare per Il Resto del Carlino sull’opera Agenda Resistente (dedicata alla staffetta partigiana Elide Cenacchi che vive a Cervia e che Manuela interpreterà più volte negli anni a seguire) che Michele sta per presentare al Caffè Roma, dove i tedeschi uccisero barbaramente dei civili.
Con Manuela visita l'India, l'Egitto, la Tanzania e si reca in diversi paesi del Sud America, in Messico, in Guatemala a Cuba dove dona la sua opera Da un Sud a un altro
dedicata al Che alla Biblioteca della Rivoluzione e al Centro Studi Ernesto Guevara diretto da Roberto Rodriguez e Indira Pineda dove incontra i figli del Che Aleida e Camillo Guevara e Alberto Granado. Nello stesso anno incontra Fabrizio De André (che aveva già incontrato a Napoli nel 1978 in occasione del suo concerto) e il figlio Cristiano a Faenza, dove pranzano insieme. Si salutano scambiandosi reciprocamente una dedica nelle loro rispettive agende. Zizzari dedicherà a lui una sua opera teatrale dal titolo Quando dal letame nascono i fiori, che sarà messa in scena dalle detenute e i detenuti della Casa Circondariale di Forlì.

Con Manuela Foschi nasce un’intesa profonda e totale. Decidono di convivere e si stabiliscono a Pinarella di Cervia (si sposeranno civilmente 10 anni dopo, l’1 febbraio 2009). Insieme si dedicano con ardore ad attività creative, sociali e politiche, partecipando ai lavori del Forum Sociale Nazionale, al Forlì Social Forum e al Bologna Social Forum collaborando con attivisti e personalità di primo piano come Valerio Monteventi del Vag 61, Franco Berardi Bifo, Renato Lideo e Mauro Collina, dando vita a una serie di importanti iniziative, soprattutto contro la guerra, incontrando e stringendo amicizia con numerose personalità di quella nuova coscienza mondiale come Riccardo Petrella ed Emilio Molinari del Contratto Mondiale dell'Acqua come Bene Comune, Vittorio Agnoletto, Antonio Caronia e Associazioni come Attack, Emergency, Green Peace e tante altre, collaborando con organizzazioni, comitati ed esponenti di rilievo del Movimento dei Movimenti sorto a Seattle, definito dai media “No global”. Manuela partecipa al Forum Mondiale di Porto Alegre, mentre insieme sono attivi alle manifestazioni di protesta durante il G8 di Genova del 2001 e al Forum Sociale Europeo di Firenze, sia tra i fondatori del Gruppo Comunicazioni del Forum Nazionale sia nei lavori del Forum Europeo dei Teatri. Manuela, appassionata di teatro, diventa anche l’attrice principale in alcuni lavori teatrali di Michele, come in Agenda Resistente. Insieme partecipano a un laboratorio teatrale con Pippo Delbono e Pepe Robledo per la messa in scena dell'Enrico V al Teatro Comunale di Cervia.

Le attività creative e sociali di Michele sono ormai conosciute e apprezzate, e i media cominciano a interessarsi al suo lavoro creativo e sociale. Nel decennio che va dal 2000 al 2010 porta in scena nei teatri della Regione diverse sue opere, tra le più rappresentate Agenda Resistente Confessioni di un disoccupato disorganizzatoe Moto neopoetico partenopeo ma ancheLiving Duel Da un Sud a un altro L’incanto e il mistero e altre.
Tiene numerosi reading poetici che sono dei veri e propri spettacoli teatrali. Partecipa a festival e a rassegne teatrali di rilievo nazionale e internazionale e a manifestazioni artistiche promosse da enti pubblici e teatrali, associazioni e cooperative sociali e culturali, istituti scolastici, carceri, strutture psichiatriche, biblioteche e università, coi quali collabora anche all’organizzazione degli eventi. Su loro incarico, conduce (spesso su progetti da lui stesso proposti) attività creative sociali, educative, formative, riabilitative e terapeutiche operando direttamente nei luoghi del disagio psichico, fisico e sociale, come presso la Comunità Amaltea di Cervia dove per 4 anni svolge animazione teatrale con pazienti provenienti da Ospedale Psichiatrici Giudiziari come quello di Reggio Emilia. È invitato da diversi Istituti Scolastici a tenere corsi di formazione per insegnanti sull’uso didattico della scrittura creativa, delle attività teatrali e sulla lettura animata.

Nel 2000 il Dipartimento di Salute Mentale di Forlì lo incarica di condurre attività teatrali coi pazienti del Centro Diurno Psichiatrico di via Romagnoli, coi quali Michele fonda il Gruppo di Teatro Il Dirigibile. È l’inizio di una storia umana e teatrale straordinaria che porta alla realizzazione di ben 12 opere teatrali originali in altrettanti anni di lavoro: Utko (ispirata al Piccolo Principe di Exupery), Stagioni, Non solo cabaret, Tambourine dream (un musical rock sul tema del desiderio), Esperando, Cuori di strada (un musical hip hop sull’emarginazione giovanile), Ogni testa un tribunale(ispirata a Ciascuno a modo suo di Pirandello), Il cortile delle storie sospese, Zia Pace(ispirata a Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello), Ceneri della ribalta, Progresso ma non troppo e Uno spettacolo sciuè sciuè.
Col Dirigibile
partecipa a numerose e prestigiose rassegne, a festival e convegni nazionali e internazionali dove incontra Claudio Misculin fondatore dell'Accademia della Follia; Horacio Czertok, Cora Herrendorf e Antonio Tassinari del Teatro Nucleo di Ferrara; Giuliano Scabia che ha seguito e divulgato l'esperienza di Franco Basaglia; Vito Minoia ed Emilio Pozzi tra i massimi esperti e docenti di Teatro Sociale all'Università di Urbino e Milano e codirettori della Rivista Teatri delle Diversità coi quali collabora in diverse iniziative; Mariano Dolci tra i primi a operare con marionette e burattini con pazienti psichiatrici; Enzo Toma del Teatro Kismet Opera di Bari; e personalità come Dario Fo, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Paolo Rossi, Lucia Vasini, David Riondino, Alessandro Gassman e molti altri.

Nel 2002 la Casa Circondariale di Forlì gli dà mandato di svolgere attività teatrali dentro l'Istituto di pena: nasce la Compagnia della Rocca formata sia da detenute che da detenuti, coi quali Michele porta in scena ben tre opere teatrali, tra cui Natale in Casa Cupiello di Eduardo De Filippo, Quando dal letame nascono i fiori dedicata alla vita e alle opere di Fabrizio De André e Esperando ispirata a Aspettando Godot di Samuel Beckett. Si tratta della prima esperienza di un laboratorio teatrale permanente in un carcere che vede coinvolti e impegnati insieme donne e uomini detenuti. Per questo viene invitato a diversi convegni sul tema Teatro e Carcere dove incontra i registi delle più importanti esperienze come Armando Punzo e Annet Henneman della Compagnia della Fortezza di Volterra e Donatella Massimilla della Nave dei Folli che opera al Carcere di San Vittore e Michalis Traitsis che opera nel Carcere della Giudecca a Venezia e a Ferrara.

Judith Malina e Manuela Foschi

Nel 2005 il Centro Servizi per il Volontariato di Ferrara gli dà incarico di svolgere attività teatrali coi pazienti del Dipartimento di Salute Mentale di Portomaggiore: nasce la Compagnia Gli Attivi Compagni, anche qui ha inizio una meravigliosa esperienza umana e teatrale che termina con le rappresentazioni di Esperando e Oracoli.
Nel 2006 comincia la collaborazione col Cantiere Internazionale Teatro Giovani
diretto da Walter Valeri (poeta, regista e docente all'Harvard University e al MIT di Boston, già collaboratore di Dario Fo) e promosso dall'International Theater Center of New England-USA dell'Università di Harvard, dall'Università di Bologna e dal Centro Studi Teatrali dell'Università di Forlì. Michele e il suo Dirigibile saranno ospitati dall'importante e prestigiosa rassegna come una delle più significative esperienze teatrali in ambito sociale, prendendovi parte in tutte le edizioni fino alla sua fine intervenuta per mancanza di finanziamenti.
Collabora così con la Scuola Interpreti e Traduttori e il Centro Studi Teatrali dell'Università di Forlì diretto dalle docenti Isabel Fernandez Nieto
e Marie-Line Zucchiatti, tenendo laboratori che portano alla realizzazione degli spettacoli Veinte años no es nada (in lingua spagnola, sul tema dei desaparecidos argentini) e Nunc, malmomentum (plurilingue) presentata al 1° Festival Internazionale di Teatro Universitario di Benevento Universo Teatro promosso dal direttore artistico Ugo Gregoretti, dove incontra Judith Malina del Living Theatre.
Parallelamente Michele parteciperà al Porto dei Poeti
, una rassegna internazionale di poeti famosi e non, provenienti da tutto il mondo, che partendo da Cesenatico si dispiega per tutta la Regione e non solo, diretta e organizzata dallo stesso Walter Valeri e dal poeta Stefano Simoncelli, dove incontra poeti come Giovanni Nadiani, Pina Piccolo, Giancarlo Sissa, David Castillo, Sam Cornish, Judson Evans, Julio Monteiro Martin, Ennio Cavalli e altri.

Nel 2008 le esperienze teatrali del Dirigibile di Forlì e degli Attivi Compagni di Portomaggiore entrano nel Progetto Regionale Teatro e Salute Mentale, promosso dall’Associazione Arte e Salute e dall’Istituzione Minguzzi di Bologna, dal Servizio Sanitario Regionale e dalla Regione Emilia Romagna. Il progetto, legato a una serie di prestigiose rassegne teatrali in tutta la Regione, si prefigge di riconoscere a queste realtà il loro valore puramente teatrale, la loro valenza e funzione artistica e culturale, dando loro la più ampia visibilità. Qui entra in rete con le più importanti realtà teatrali in ambito pschitrico della Regione e coi registi che le dirigono come Nanni Garella e Gabriele Tesauri della Compagnia Arte e Salute che opera a Bologna e all'Arena del Sole, la Compagnia Lenz di Parma, Andreina Garella del Festina Lente Teatro di Reggio Emilia e tutti gli altri già menzionati.
Con Gli Attivi Compagni
partecipa alle edizioni 2008 e 2009 del Progetto La Società a Teatro promosso dal Centro Servizi per il Volontariato di Ferrara.
Nel 2009 i pazienti-attori del Dirigibile
di Forlì e degli Attivi Compagni di Portomaggiore vengono richiesti e coinvolti come comparse per la fiction televisiva su Franco Basaglia C’era una volta la città dei matti, prodotta da Claudia Mori e andata in onda a febbraio su RAI 1 per la regia di Marco Turco, con Fabrizio Gifuni e Vittoria Puccini.

Zizzari partecipa poi a progetti sovra provinciali che lo vede impegnato in interventi di avanzata sperimentazione di attività creative riabilitative e di formazione del personale psichiatrico presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale di Rimini e presso l’ex Convento San Bartolo, una struttura del Dipartimento di Salute Mentale di Ferrara.
Nel 2008 partecipa con studenti dell'Università di Urbino al VII Congresso Internazionale del Teatro Universitario
svoltosi a Puebla in Messico promosso dall'Associazione Internazionale Teatro Universitario (AITU), per conto del Teatro Aenigma diretto dal docente di Teatro Sociale Vito Minoia e del regista Gian Franco De Bosio, come regista e protagonista di un riadattamento teatrale di due testi del Ruzante, che ha tradotto dal padovano in napoletano per renderlo più comprensibile al pubblico messicano. Lo spettacolo riscuote un enorme successo.
Nel 2009, sulla base della sua esperienza teatrale con Il Dirigibile
, nasce un nuovo progetto promosso dal Dipartimento di Salute Mentale, dal Centro Diego Fabbri e dal Centro Studi dell’Università di Forlì: il Progetto Teatro Aperto che riscuote un grande successo e cui prendono parte studenti, giovani operatori sanitari e giovanissimi con problematiche psichiatriche.

Nel 2010 Zizzari con il suo Dirigibile è ancora invitato al Cantiere Internazionale Teatro Giovani, e per la terza volta al Festival Nazionale dei Teatri delle Differenze Teatri Paralleli, oltre che alla 12° edizione del Festival del Teatro Sociale Proscenio aggettante di Castrocaro Terme promosso dalla (FITeL) Federazione del Tempo Libero Nazionale di Cgil, Cisl e Uil, al quale aveva già partecipato ottenendo nel 2006 il premio per la miglior regia, nel 2007 i premi per la miglior regia e la miglior scenografia e nel 2008 ancora una speciale menzione per la regia.
Nel corso dello stesso anno 2010 partecipa – con l’opera Destini Globali
realizzata con gli studenti del Liceo Scientifico Statale “A. Righi” di Bagno di Romagna (FC) – al Festival delle giovani idee DiregiovaniDirefuturo Roma 2010 (promosso daMinistero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Regione Lazio, Comune di Roma e Regione Emilia Romagna) e al Festival Nazionale del Teatro Scolastico Elisabetta Turroni svoltosi al Teatro Bonci di Cesena.
Fonda infine l’Associazione culturale e teatrale Living Act
, attraverso cui forma un gruppo di giovani attori, coi quali riprende a lavorare su alcune sue opere.
A maggio 2011 viene pubblicata - col contributo dell'Associazione dei familiari pazienti psichiatrici Solidalmente
, di Agire Sociale - Centro Servizi per il Volontariato e del Dipartimento di Salute Mentale di Ferrara - una guida d'intervento per familiari, volontari e operatori sociali e sanitari dal titolo Per un approccio espressivo multidisciplinare in ambito psichiatrico, in cui viene presentato il metodo di lavoro che ha elaborato e applicato per decenni in campo sociale e psichiatrico.
Nello stesso anno – mentre prepara l’allestimento di Uno spettacolo sciué sciué
coi pazienti del DSM di Forlì e una nuova rappresentazione di Esperando con gli studenti del Liceo Scientifico Statale “A. Righi” di Bagno di Romagna – partecipa con la sua Compagnia Il Dirigibile alla Rassegna Babele Teatrale in costruzione 2011 come autore e regista dell’opera Ceneri della ribalta, che va in scena al Teatro Comunale di Cesenatico, al Teatro Testori e a Sant’Omero di Teramo per il Festival di Teatro delle Differenze Teatri Paralleli 2011 e ancora a Forlì per la Rassegna Piazze d’Estate 2011 promossa dal Comune di Forlì e dalla Regione Emilia Romagna.
È inoltre tra gli ideatori del Progetto Un Palcoscenico per tutti 2011 e 2012
che – promosso dal Dipartimento di Salute Mentale, dal Liceo Classico Morgagni, dal Centro Diego Fabbri e dal Centro Studi Teatrali Dipartimento SITLeC dell’Università di Bologna Sede di Forlì – vede impegnati pazienti psichiatrici e studenti liceali in un’esperienza teatrale comune che porta alla formazione della Compagnia Fuori di banco che al Teatro Diego Fabbri di Forlì mette in scena gli spettacoli Apparire!Apparire!Apparire! e Volando sul pregiudizio. Con gli stessi pazienti e studenti conduce un seminario teatrale congiuntamente con l’attore comico bolognese Vito.

Nel settembre 2012 partecipa al Festival del Teatro Sociale Proscenio aggettante 2012, promosso dalla FITeL Cgil Cisl Uil Nazionale e dove riceve il premio speciale della giuria come autore e regista di Uno spettacolo sciué sciué, che va in scena al Teatro Testori di Forlì e al Padiglione delle Feste di Castrocaro Terme.
Nello stesso mese accade un evento tanto meraviglioso e straordinario quanto atteso. Infatti – dopo tre anni di trafile burocratiche e un lungo e faticoso iter di adozione internazionale portato avanti insieme alla moglie e compagna Manuela Foschi
– riesce finalmente a portare a casa dall’Etiopia Rahel, una bambina di tre anni abbandonata a solo qualche giorno dalla nascita. Nonostante l’impegno considerevole che la cosa comporta, l’arrivo della figlia adottiva porta con sé una gioia infinita e regala un senso nuovo alla loro vita.
Tra il 2012 e il 2013 Zizzari partecipa ancora alle Rassegne Babele Teatrale in costruzione 2012 e 2013
e Piazze d’Estate 2012 e 2013 di Forlì e al Festival di Teatro delle Differenze Teatri Paralleli 2013 di Sant’Omero di Teramo dove ripropone opere come Esperandoe Ceneri della ribalta; quest’ultima, rititolata Progresso ma non troppo, viene rivisitata ad hoc per la Notte Verde 2013 per l’innovazione responsabile promossa dai Comuni e dai Poli Universitari di Forlì e Cesena.

con la figlia Rahel

Nel 2013 partecipa poi al 15° Festival Internazionale delle Abilità Differenti per la 6a edizione del Concorso-Rassegna Open Festival di Carpi e Correggio promossi dalla Coop Sociale Nazareno dove riceve il Secondo Premio della Giuria come autore e regista di Ceneri della ribalta e alla 3a edizione del Progetto Un Palcoscenico per tutti come regista di un laboratorio con i pazienti del Dipartimento di Salute Mentale e gli studenti dell’Istituto Tecnico Economico Carlo Matteucci di Forlì che porta alla formazione della Compagnia Senza Barriere e alla realizzazione dello spettacolo Prometeo liberato che va in scena al Teatro Testori di Forlì.
Nello stesso anno vengono pubblicati alcuni suoi interventi sul tema Teatro e Salute nel testo Il Teatro Illimitato: Progetti di cultura e di salute mentale
edito da Negretto Editore come sintesi del Progetto Regionale Teatro e Salute Mentale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, dal Servizio Sanitario Regionale, dalla Associazione Onlus Arte e Salute e dall’Istituzione Minguzzi di Bologna.
Nello stesso tempo Michele continua a partecipare a reading e a eventi poetici. Un suo testo poetico dedicato ai migranti del mondo viene pubblicato sull'Antologia Verrà domani e avrà i tuoi occhi
edita dalla Compagnia delle Lettere.
In particolare partecipa alle iniziative del Movimemto Internazionale dei 100mila poeti per il cambiamento
coordinate a Bologna e in Emila Romagna dalla poeta Pina Piccolo e dalla poeta e regista teatrale Marina Mazzolani come il DDT (Diversi Dirompenti Teatri) di Imola del maggio-giugno 2013. Iniziative che portano alla pubblicazione di un'Antologia di Autori Vari titolata proprio 100mila poeti per il cambiamento edita da Qudu Libri di Bologna, dove viene pubblicato il suo testo poetico Un'arma per ferire. In quell'ambito incontra poeti come Fawzi al Delmi, Khaled Al-Nassiry Soliman, Hamid Barole Abdu (già suo amico), Patrizia Dughero, Antar Mohamed Marincola e Paul Polansky.

Altri suoi testi poetici e racconti vengono invece pubblicati da Mobydick per la Rivista Letteraria Tratti diretta da Guido Leotta. Sempre nel 2013 stringe amicizia col poeta romagnolo Giovanni Nadiani (linguista e traduttore di lingue germaniche) e Guido Leotta (compositore della formazione musicale Faxtet oltre che fondatore della Casa Editrice Moby Dick e direttore della Rivista Tratti). Nadiani lo coinvolge nella regia e nella rappresentazione teatrale di un suo scritto dal titolo Terminal: Blues del broker fallito, un’opera forte e coraggiosa che partendo dalla misera biografia di un broker romagnolo fallito (abbandonato da tutti e ridotto a vivere in uno scalo merci dove fa i conti con la propria coscienza rappresentata da un gatto randagio napoletano) mette a nudo la folle e distruttiva agonia del capitalismo e del consumismo nella loro fase terminale. Zizzari collabora al testo di Nadiani e alla regia dello spettacolo dando voce e corpo al gatto-coscienza. I due poeti riescono così anche a realizzare un esperimento linguistico quasi unico facendo dialogare nel vivo della scrittura e dell’azione scenica due dialetti-lingua come il romagnolo e il napoletano. L’opera (anche pubblicata dalla Casa Editrice Mobydick di Faenza con CD della registrazione integrale dello spettacolo allegato) va in scena con le musiche composte ed eseguite dal vivo dai Faxtet e con straordinario successo al Complesso degli ex Salesiani di Faenza nell’ambito del 25° Tratti’n Festival In/Chiostri Simpatici, al Festival della Poesia 2014 di San Mauro Pascoli diretto da David Riondino, al Teatro degli Atti di Rimini per la Rassegna Lingue e Teatri di confine e nel 2015 al Teatro Due Mondi di Faenza e all’Arena della Balle di Paglia di Cotignola.

poetando
con Dario Fo
dietro le quinte
Esperando alla Città della Scienza di Napoli

A novembre Zizzari torna nella sua Napoli, ospite con la Compagnia Il Dirigibile dell’edizione 2013 di Futuro Remoto promossa dalla Città della Scienza, dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania, come autore e regista dell’opera Esperando, l’incasso dello spettacolo viene devoluto per la ricostruzione della Città della Scienza distrutta da un incendio doloso. E proprio come autore e regista di Esperando – originalissima rivisitazione tutta "zizzaresca" di Aspettando Godot, messa in scena più volte con detenute e detenuti della Casa Circondariale di Forlì, con pazienti psichiatrici del Dipartimento di Salute Mentale di Forlì, di Portomaggiore e Ferrara, con studenti del Liceo Scientifico "Righi" di Bagno di Romagna e altri gruppi di attori – Zizzari è invitato e la sua opera ospitata alla prestigiosa Mostra Prigionie invisibili dedicata a Samuel Beckett, ideata e curata dal regista giapponese Yosuke Taki, grande interprete ed esperto del teatro beckettiano. La mostra – in esposizione alla Casa del Teatro di Villa Doria Pamphili a Roma dal novembre 2013 al gennaio 2014 – è promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione artistica, da Biblioteche e Teatro di Roma Capitale. La Mostra Prigionie invisibili verrà poi presentata in diverse iniziative e città italiane come nel 2015 alla Rassegna Destini Incrociati di Pesaro, promossa dal Ministero dei Beni Culturali, dall’Università di Urbino, dal Dipartimento Cultura di Roma Capitale e dalla Rivista Europea Catarsi Teatri delle Diversità diretta da Vito Minoia, docente di teatro e grande studioso di Teatro Sociale.

Scene di Esperando vengono mandate a ciclo continuo in una sala dell’esposizione, mentre un pannello fotografico dello spettacolo campeggia insieme a quelli di Rick Cluchey (ergastolano di San Quentin folgorato già nel 1957 dal teatro di Beckett, divenuto regista e graziato per meriti teatrali), Susan Sontag (che ha rappresentato Aspettando Godot tra le macerie di Sarajevo), Giorgia Palombi (che l’ha messo in scena coi detenuti del Carcere di Secondigliano di Napoli), Armando Punzo della Compagnia della Fortezza di Volterra, Gianfranco Pedullà (coi detenuti della Casa Circondariale di Arezzo), Pippo Delbono e Claudio Collovà (coi ragazzi del Carcere Minorile di Palermo). Durante gli incontri di presentazione e approfondimento della mostra Zizzari stringe forte amicizia con Yosuke Taki, incontra Paolo Ruffini (responsabile e curatore della Casa dei Teatri), Vito Minoia, Claudio Quartucci e Carla Tatò (tra i massimi interpreti di Beckett), Giancarlo Cauteruccio (che lo ha interpretato in dialetto calabrese) e Dario Evola (docente di Estetica all’Accademia delle Belle Arti di Roma).

Mostra su Beckett

Nel 2014 il regista e video maker Giuseppe Ferreri (col quale Zizzari ha più volte collaborato e stretto profonda amicizia) realizza un trailer e un film documentario sulla straordinaria esperienza umana e artistica del Dirigibile dal titolo Più leggeri dell’aria, cui stava da tempo lavorando. Il trailer e il film, entrambi di forte impatto emotivo e di elevato spessore poetico e cinematografico, hanno un successo incredibile, tanto che saranno poi proiettati in diverse occasioni, anche insieme alle rappresentazioni dei nuovi spettacoli della Compagnia come Matto Gradimento, un'opera sulla condizione di coloro che vivono un disagio psichico e del loro rapporto coi servizi psichiatriciche va in scena in importanti rassegne come nell’edizione 2014 del Teatro Sociale Internazionale Altre Espressività di Gorizia e dell’edizione 2015 del Festival Màt di Modena.
Grazie a Ferreri
stringe amicizia col cantautore napoletano Ivano Marzocchi dei 127 Rosso che vive e opera a Bologna e che compone musiche e testi di forte impegno sociale e con Antonio Prestieri in arte Maldestro, vincitore del Premio Ciampi e del Premio De André. Con Ivano Marzocchi, i cui testi sono in perfetta sintonia coi suoi, riporta in scena Moto Neopoetico Partenopeo al mitico teatro di Lucio Dalla, e cioè al Teatro del Navile di Bologna diretto da Nino Campisi col quale collabora da anni.

Nel corso del 2014 Zizzari porta in tournée Matto Gradimento, l'ultimo lavoro teatrale realizzato con la Compagnia Il Dirigibile, con la quale partecipa anche alla 4a edizione del Progetto Un palcoscenico per tutti, che vede impegnati in un’esperienza teatrale comune i suoi attori e quasi 30 studenti del Liceo Scientifico Statale di Forlì. Nasce la Compagnia Fuori di Classe che realizza uno spettacolo sui fenomeni di migrazione e sulle società multiculturali del mondo globalizzato dal titolo Trame migranti, tra l'altro dedicato al regista senegalese e attore del Teatro delle Albe di Ravenna Mandiaye Ndiaye deceduto nel 2014, che va in scena al Teatro Testori di Forlì.
Nel 2015 Zizzari mette più volte in scena Matto Gradimento
e L’Orda che verrà, un suo testo poetico dedicato ai  nuovi migranti e a Pier Paolo Pasolini, che subito diventa una nuova performance poetica che va in scena con le musiche di Alessandro Valentini e Milko Merloni (componenti dei Faxtet) al DDT (Diversi Dirompenti Teatri) di Imola, cui aveva preso parte anche nel 2014. Nello stesso anno alcuni suoi testi poetici vengono pubblicati dalle Edizioni SEAM nell’antologia I dialetti nelle valli del mondo, testi che verranno poi presentati al pubblico al Teatro Mariani di Sant’Agata Feltria.

al Teatro Bonci di Cesena

Nel 2015 e nel 2016 Zizzari riporta in scena Agenda Resistente (ai Teatri Comunali di Cervia e Gambettola) e Oracoli per l’edizione 2015 del Teatro Sociale Internazionale Altre Espressività di Gorizia, al Teatro Comunale di Gambettola, al Teatro Testori di Forlì, al Drama Teatro di Modena per l’edizione 2016 del Festival Màt e al Comunale di Cesenatico per la 5a edizione del Progetto Un palcoscenico per tutti, per il quale con gli attori del Dirigibile e studenti dell’Istituto E. Ferrari di Cesenatico forma la Compagnia dell’Oltrebanco. Nell’ambito dello stesso Progetto comincia a collaborare anche col Dipartimento di Salute Mentale di Cesena formando un nuovo Gruppo di Teatro con pazienti psichiatrici di Cesena e gli studenti di Cesenatico.
Nell’estate del 2016 - dopo l’improvvisa scomparsa dell’editore e poeta faentino
Guido Leotta (fondatore della casa Editrice Moby Dick e della Rivista Letteraria Tratti - muore per una grave malattia anche l’amico e poeta Giovanni Nadiani. Per Zizzari è una grave perdita. Aveva infatti stretto con loro una profonda amicizia e un’importante collaborazione, che aveva portato alla realizzazione del testo/spettacolo Terminal: Blues di un broker fallito (di cui abbiamo già trattato sopra). Zizzari partecipa a tutte le iniziative organizzate per ricordare la loro straordinaria produzione letteraria e artistica, come quelle al Teatro 2 Mondi di Faenza.
Nel 2017 Zizzari realizza una serie di interessanti esperienze teatrali con diversi Istituti Scolastici e col Dirigibile, portando in scena alcune sue opere forti, come Esperando (con gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore L. Da Vinci di Cesenatico), Vite senza permesso, trame migranti (con gli studenti del Liceo Psicopedagogico e delle Scienze Umane di Forlimpopoli, per l’edizione 2017 del Progetto Un palcoscenico per tutti), Un Dramma per la Pace (con oltre 70 alunni dell’Istituto Comprensivo n.8 di San Martino in Strada di Forlì) e Uno spettacolo sciuè sciuè con la Compagnia Il Dirigibile presentato anche all’edizione 2017 del Festival Màt di Modena, al Teatro Testori di Forlì e al Teatro Bonci di Cesena; oltre a presentare Agenda Resistente alla 14° edizione dell’iniziativa Nel Senio della Memoria promossa dal Centro di Produzione e Ricerca Primola di Cotignola.

 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu