Favole per un mondo possibile - Michele Zizzari

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Favole per un mondo possibile

Sinossi delle opere

Sinossi della raccolta di racconti Favole per un mondo possibile

Pubblicato da L'Arcolaio Editrice di Forlì
Prefazione dell'autore e poeta Daniele Serafini
Illustrazioni di Anna Maria Garavini


Con questo libro vorrei rivolgermi ai più giovani, e attraverso loro agli adulti, per parlare diversamente, raccontando storie fantastiche, con leggerezza e ironia, di temi come l’accoglienza, il rispetto degli altri e delle diversità, di diritto al tempo libero e alla felicità, di amore e di amicizia, di solidarietà, di tutela dell’ambiente e della necessità di ritrovare la forza e il coraggio – anche di andare controcorrente – per riaffermare i valori e le priorità della dimensione umana, della convivenza e della qualità della vita, prima di ogni altra considerazione. Altrimenti a cosa servono l’economia, la politica, la gestione dei beni comuni e delle risorse, le leggi, la tecnologia, i nuovi mezzi di comunicazione come i social, e perfino la cultura di massa, se questi spingono a negare i più elementari diritti umani, producendo inaccettabili disuguaglianze sociali, ingiustizia e povertà, l’esclusione dei più deboli (o di chi per qualche presunta ragione viene visto come diverso o lesivo dei propri interessi particolari), populismi inquietanti, pregiudizi e razzismi basati su un incolto cinismo e disastri ambientali di portata planetaria?

Nel primo racconto ad esempio, un peschereccio non esita – per amore e disattendendo le disposizioni delle autorità – ad affrontare le gigantesche onde d’un mare in burrasca e quello che viene descritto come un temibile mostro marino, per andare a salvare una barca a vela data per dispersa, col solo aiuto di un delfino amico, che per giunta ha una pinna storta… Un tema quanto mai attuale, visto le polemiche e il gran dibattito sui salvataggi in mare di profughi, poveri e disperati, che affrontano odissee disumane solo per cercare un po’ d’umana dignità, un qualcosa che per la civiltà e le democrazie di cui diciamo di sentirci parte, dovrebbe rappresentare il minimo sindacale, un diritto scontato per chiunque.
Nel secondo invece, è uno sciopero dei treni (che con gli abitanti dell’immaginario Paese di Frettonia condividono una vita vissuta ad altissima velocità, interamente sacrificata al lavoro, privata del riposo, del tempo libero e di normali relazioni umane) a restituire ai Frettolesi la gioia di vivere, una rinnovata socialità e un vivifico rapporto con la Natura e gli altri popoli del mondo… Persone che a Frettonia erano accettate e sfruttate solo come manodopera, e per il resto costrette a vivere nascoste in vecchie vetture di treni dismessi.


Ho scelto di eleggere come protagonisti di questi racconti treni e imbarcazioni (simboli del progresso umano che hanno permesso all’uomo di viaggiare per mare e per terra, di superare oceani e frontiere e di conoscere nuovi mondi e culture) perché sembra – per tutto quello cui si assiste oggi – che gli uomini (per fortuna non tutti) siano diventati ciechi e sordi al dialogo e alla verità, e incapaci di umanità, di coraggio, di cambiamento e perfino di rispettare regole codificate da sempre, come quelle cristiane di considerare l’altro come se stessi, di aiutare chi è nel bisogno o del soccorso in mare. E ho scelto di rivolgermi ai più giovani sperando che crescano animati da autentico fervore umano, diverso da quello che ci prospetta il mondo degli adulti.
Nel terzo racconto infine, il protagonista è un essere proveniente dallo spazio di cui non si sa nulla, e per questo immediatamente percepito come una minaccia, imprigionato e processato in base a pregiudizi dettati dalla non conoscenza della sua storia e dei fatti, dalla paura indotta da luoghi comuni contro lo straniero e da un presunto pericolo.

Si tratta insomma di racconti fantastici destinati al pubblico degli adolescenti e in particolare alla Scuola, in cui però la metafora col mondo reale e con le questioni su cui dibattiamo oggi, come l’emergenza sociale e dei fenomeni migratori e ambientali, è evidente. Una lettura, spero utile alla riflessione, alla discussione e a una nuova consapevolezza, per guardare da un altro punto di vista la realtà e il mondo in cui viviamo.


Altra sinossi della raccolta di racconti
Favole per un mondo possibile

Ѐ una raccolta di 3 racconti fantastici, uno di quei strani libri scritto per bambini dagli  8/9 anni in su e per gli adolescenti, ma destinato anche agli adulti. Il Primo racconto (Pesce Fritto innamorato) è dedicato al mare, al suo "universo" mitologico e misterioso e ai suoi abitanti in pericolo (tartarughe, delfini...), in particolare all'Adriatico e ai portocanali di Cervia e Cesenatico. Si tratta di un racconto avventuroso che narra di un amore contrastato tra un Peschereccio e un'aristocratica imbarcazione a vela... Tratta del coraggio dell'Amore e degli uomini di Amore, della Pace, di rispetto per la Natura e la diversità, di come ci si dovrebbe comportare in mare e di inquinamento, di biodiversità, di accoglienza del diverso nonostante potrebbe causare disagio...

Il secondo (Treni ribelli) è ambientato nella Città di Frettonia, dove per Legge è abolito il Tempo Libero e dove (sempre per Legge) ogni azione quotidiana, lavoro e perfino i compiti di scuola vanno eseguiti velocissimamente e in un tempo preciso, pena l'esclusione dalla comunità. Una vita seria e triste, tutta fatta di lavoro, velocità ed efficienza. Ma i treni che vanno ad "altissima velocità" non ne possono più e decidono di scioperare bloccando tutte le attività... I frettolesi però - senza più lavoro e compiti precisi da svolgere – vagano smarriti e depressi non sapendo più che fare della loro vita e del Tempo libero. I treni allora decidono di coinvolgere i migranti che vivono nascosti nei vagoni di vecchi treni abbandonati (che - nonostante la loro condizione - sono le uniche persone ancora capaci di sorridere, cantare, suonare strumenti e ballare) per risollevare l'animo dei  frettolesi e restituire alla gente la gioia per la vita... Naturalmente Frettonia è la metafora della società contemporanea che ha trasformato la vita della gente (e anche dei bambini e degli adolescenti) in una continua corsa contro il Tempo; una società che tende a escludere tutti quelli che considera non funzionali e poco efficienti, o perché poveri o perché per qualche motivo diversi o perché faticano a tenere il passo.


Il terzo (Processo a Elah) è una metafora di fantascienza, particolarmente attuale (il caso della nave "Acquarius" docet...) e densa di ironia, incentrata su un procedimento penale a carico di un essere sconosciuto proveniente da un altro e lontano pianeta. Siamo nel 2084. Una creatura extraterrestre cade sulla Terra. Viene catturata, imprigionata e messa sotto processo per "immigrazione clandestina", per aver minacciato la sicurezza terrestre, per aver arrecato danni a proprietà private e per un'altra serie di reati ipotizzati dall'accusa. Ma gli sviluppi del processo e il dibattimento tra il Pubblico Ministero e l'avvocato della difesa - oltre a scoprire la reale identità della creatura, le reali motivazioni che l'hanno spinta a lasciare il suo mondo e le gravi responsabilità umane - mettono a nudo i pregiudizi, le discriminazioni e le paure che nutriamo (spesso anche in malafede) nei confronti dell’altro, del diverso o di chi proviene da altri paesi o altre culture.

 
 
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