<br /> - Michele Zizzari

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Sinossi delle opere

Uno spettacolo sciué sciué


Una sgangherata compagnia di teatro tenta di allestire uno spettacolo. Ma l'esasperato protagonismo di alcuni attori, l'appiattimento sui luoghi comuni dettati dai modelli dello spettacolo generalista dei media (tivù in testa), l'incertezza del regista e la censura di chi manipola e controlla ogni forma d'espressione non portano a nessuna narrazione credibile. Ne viene fuori un'accozzaglia incoerente di frammenti e di suggestioni, ora animati da manie e dall'esibizionismo degli attori, ora dall'onnipresenza virulenta di personaggi e format televisivi, ora da una banale ovvietà. E anche chi potrebbe e dovrebbe avere il coraggio, la forza e le capacità di dare una soluzione narrativa più coerente non riesce a farlo. Tutto avviene in un marasma di contraddizioni interne e di condizionamenti esterni che vede da una parte il tentativo velleitario di alcuni attori di emanciparsi da una regia inconcludente e dall'altra il fallimento di un progetto che non riesce a convincere anche se cerca disperatamente di sottrarsi dall'ingerenza e dalla prepotenza del condizionamento economico, politico, culturale e mediatico. Il tentativo disperato di questa improbabile compagnia di realizzare comunque, "a soggetto" e direttamente sulla scena, uno spettacolo è metafora della condizione di estrema confusione valoriale e progettuale in cui si dibatte l'umanità contemporanea. Una fase storica caratterizzata dall'incapacità e dalla difficoltà di trovare nuovi orizzonti ideali e culturali, una visione condivisa dell'esperienza umana e modelli alternativi di organizzazione sociale. Una situazione di stallo e di smarrimento, nella quale né il progresso tecnologico, né la scienza, né l'arte, né la politica riescono a dare risposte adeguate e risolutive e dove una nuova consapevolezza, nuovi stili di vita e la libertà di espressione faticano a emergere, ingabbiati e sviliti sotto la pressione omologante di una cultura di basso profilo. Resta una sola speranza: l'imprevedibilità degli eventi e dei rivolgimenti che l'esistenza riserva per tutti… e una clava.


L'opera viene messa
in scena al Teatro Comunale di Cesenatico; al Teatro Testori di Forlì per la Rassegna Babele in costruzione 2012 promossa dal Centro Studi Teatrali e dal Dipartimento SITLeC dell'Università di Bologna Sede di Forlì e dal Centro Diego Fabbri; al Teatro Le Moline di Bologna per la Rassegna MoviMenti Teatri della Salute promossa da Arte e Salute Onlus, dall’Istituto Minguzzi di Bologna e dalla Regione Emilia Romagna e per la Rassegna Piazze d'Estate 2012 promossa dal Comune e dalla Provincia di Forlì e dalla Regione Emilia Romagna. Nel 2014 alla Sala Estense di Ferrara. Una nuova versione dell’opera viene poi messa in scena nel 2016 ancora al Teatro Comunale di Cesenatico e nel 2017 al Teatro Testori di Forlì; al Tenda di Modena per l’edizione 2017 del Festival Màt e della Settimana della Salute di Modena e al Teatro Bonci di Cesena.

 
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